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Asti: condanne pesanti per la banda dei furti nei garage

Fra patteggiamenti, rito abbreviato e rinvii a giudizio, nessuno dei 13 imputati si è salvato. Avevano fatto razzie in cantine e box auto fra Asti e Alba

Tredici imputati

Condanne pesantissime o rinvii a giudizio per i 13 indagati dell’operazione battezzata “Gran Bazar” a maggio dai carabinieri i quali avevano ricostruito responsabilità e dinamiche di 136 furti in garage e cantine fra Asti e Alba.
In tribunale si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gip Morando e ad un folto gruppo di avvocati difensori: Mirate, Lamatina, Caranzano, Bona, Limone, Rattazzi, Lanfranco, Anzalone, Invernizzi.

Hanno patteggiato

Qualcuno di loro ha scelto la via del patteggiamento. E’ il caso di Yassine Tabibi, marocchino che ha patteggiato 1 anno e 10 mesi di cui 6 mesi da scontare in lavori di pubblica utilità alla Croce Rossa; stessa condanna per El Mustapha Samyr. Un anno e 6 mesi il patteggiamento di Hassan Tobali.

Quelli a processo

Andranno invece a processo due astigiani, Elio Mazza e Jessica Giovane insieme al marocchino Taher Mouaziz (per loro la prima udienza è fisssata per il 4 febbraio del prossimo anno).

Quelli condannati in rito abbreviato

Tutti gli altri hanno scelto il rito abbreviato e mentre solo per due di loro il gip ha inflitto la pena chiesta dal pm (sono Maddalena Mazza condannata ad 1 anno e 2 mesi ed El Mustafà Zaboul condannato a 2 anni e 8 mesi), per tutti gli altri è stata aumentata.
La condanna più grave è quella inflitta ad Anxhelo Zejno, considerato la mente della banda, 7 anni e 2 mesi contro i 6 anni chiesti dal pm.
A ruota segue Federico Nikaj, condannato a 6 anni e 8 mesi contro i 5 anni e 2 mesi chiesti dal pm. E poi ancora Mourad Mouaziz condannato a 5 anni e 2 mesi, Nadir Albergamo condannato a 4 anni e 30 giorni, Foud Ahib ad 1 anno e 4 mesi.
Tantissimi i colpi dei quali, secondo le accuse, sono stati considerati autori materiali o ricettatori.
Tuti dentro dei garage.

La refurtiva

Ad Asti i furti erano stati registrati tutti nei primi mesi di quest’anno nelle zone di via Ungaretti, via Fleming, via Esperanto e poi ancora in corso Casale.
Di vario genere la refurtiva portata via: si va dalle cassette degli attrezzi usati per piccoli lavori in casa alle biciclette (alcune anche di valore) fino alle auto o ai furgoni.In un caso hanno portato via due minimoto, in un altro svariati borsoni con il “corredo da calcio”.
E poi ancora vino, grappe, liquori, olio, pacchi all’ingrosso di latte, altre bevande, detersivi fino ad arrivare alle uova di Pasqua.

Furto a scuola e nell’officina

Due, però, i colpi particolarmente importanti per i quali alcuni degli imputati sono finiti a processo.
Uno riguarda i due colpi a ripetizione all’Istituto Foscolo dove, a distanza di tre mesi, i ladri hanno preso, in un primo colpo mille euro e un computer e, in un secondo round, i 12 pc usati nell’aula didattica di informatica.
Una gran parte di essi, fortunatamente, è stata intercettata dai carabinieri e restituita.
In un altro caso, invece, uno degli imputati era un dipendente di un’officina astigiana che faceva anche autosoccorso e, approfittando di questo suo ruolo, ha letteralmente svuotato, una notte, il capannone, portando via utensili ed attrezzature per svariate migliaia di euro.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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