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Asti: interrogato e rinchiuso in carcere il 91enne che ha ucciso il geometra

Non ha dato spiegazioni del suo gesto e si è avvalso della facoltà di non rispondere. La vittima lascia moglie e tre bambini piccoli di 7, 5, e 1 anno

Non ha dato spiegazioni

Da qualche ora Dario Cellino, 91 anni, l’uomo che questa mattina ha freddato con un colpo di pistola il geometra di 44 anni Marco Massano che si era presentato alla sua porta, è rinchiuso nell’infermeria del carcere di Asti, su disposizione del pm Nicola che sta coordinando indagini ed accertamenti sul tragico fatto.

L’uomo, interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha fornito alcuna spiegazione, anche se il movente appare abbastanza chiaro: il geometra era andato a casa sua su incarico della banca presso la quale l’anziano aveva acceso un mutuo non pagato. Doveva eseguire una perizia preliminare sull’immobile per una causa di pignoramento che l’istituto intendeva intentare per recuperare il credito.

Marco Massano

Era una visita programmata

Una visita programmata, non inaspettata. Lo stesso avvocato di Cellino, Sabrina Zeglio, avvertita questa mattina dell’accaduto, ha confermato che aveva sentito il suo assistito e il figlio ancora ieri per questa cosa e che, seppur il novantenne mostrasse grande amarezza per quanto stesse accadendo, non aveva dato alcun segno di quello che stava covando. Tanto che il figlio, stamattina, lo ha lasciato a casa e si è recato al lavoro con il suo camioncino senza sospettare nulla.

Invece Dario Cellino, una vita passata a costruire e vendere mobili nel laboratorio accanto alla casa, evidentemente stava maturando il gesto estremo di difesa della casa in cui vive, oltre al figlio camionista, anche una figlia in condizioni di grande solitudine sociale. In paese, da quando è mancata la madre, una trentina di anni fa, nessuno ricorda più di averla vista uscire di casa.

Gli ha sparato appena sceso dall’auto

Al geometra torinese, ma di origini astigiane (si è diplomato all’Istituto Giobert), è bastato parcheggiare l’auto e avvicinarsi alla casa, per entrare nel mirino dell’uomo che lo attendeva da una finestra del secondo piano impugnando una delle tre pistole detenute regolarmente insieme ad un fucile.

Un colpo unico, secco, preciso andato a segno in pieno petto: Massano si è accasciato a terra e i primi soccorritori sono stati gli operai al lavoro nelle due fabbriche dall’altra parte della strada. Hanno chiesto l’intervento di un’ambulanza, che è giunta poco dopo dalla sede della Croce Verde e hanno avvisato i carabinieri. Poi hanno fermato le auto che stavano arrivando dal lungo rettilineo, per proteggere il geometra a terra, in strada.

Si è barricato per mezz’ora

Una volta arrivati carabinieri e soccorritori, Cellino non si è arreso ed è passata una mezz’ora prima che i carabinieri di Portacomaro e poi di Asti, riuscissero a salire in casa dopo aver sentito un secondo sparo. Convinti del suicidio dell’anziano, sono entrati nella camera dalla quale aveva sparato ma lo hanno trovato, vivo, su una poltrona, con la pistola in mano, il colpo partito probabilmente per sbaglio.

Lo hanno tranquillizzato e, sapendo che deteneva altre armi, se le sono fatte consegnare o almeno si sono fatti indicare dove trovarle. Nella casa di Portacomaro di via Asti, sono giunti anche il comandante provinciale Pierantonio Breda, il comandante del Nucleo  Investigativo maggiore Lorenzo Repetto e il comandante del Norm tenente Roberto Iandiorio.

La lotta per la vita del geometra

Intanto i soccorritori della Croce Verde cercavano di tenere in vita il geometra, ormai in un lago di sangue: un primo arresto cardiaco durante il viaggio verso l’ospedale dal quale è stato salvato e poi l’intervento disperato per contenere l’emorragia, purtroppo vano. Massano è morto poco dopo il suo arrivo all’ospedale lasciando moglie e tre figli in tenerissima età: 7, 5 e 1 anno. Dopo il matrimonio si era trasferito a vivere a Rivoli e aveva aperto uno studio tecnico a Grugliasco.

Cellino, nel frattempo, mostrava segni di confusione e disorientamento pur consapevole di quello che aveva fatto. Per lui, per ora, un’accusa di omicidio premeditato le cui conseguenze giudiziarie dovranno tenere conto della sua veneranda età.

Il novantenne aveva ingenti debiti

Cellino, che guidava ancora e frequentava il paese di Portacomaro, aveva notevoli debiti che risalevano anche a molti anni addietro fin da quando, negli Anni Novanta, aveva cessato l’attività di mobiliere. In paese non erano un mistero i suoi guai finanziari, ma nessuno aveva l’esatta dimensione dei debiti.

La notizia della morte di Massano ha fatto il giro del web e molti sono stati i suoi compagni di scuola al Giobert che hanno espresso grande dolore per lui e per la sua giovane famiglia.

Fra i primi ad esprimere il cordoglio ufficiale per la sua morte, c’è stato il Collegio dei Geometri di Asti: «Il Consiglio Direttivo e tutti gli iscritti del Collegio Geometri Asti, esprimono alla famiglia del collega Marco Massano la propria vicinanza in questo momento di grandissimo dolore».

 

d.peira@lanuovaprovincia.it

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