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Asti, lei denuncia lo stupro, lui nega

La donna ha denunciato di essere stata violentata mentre cercava la casa di un'amica, lui sostiene di aver contrattato con lei un incontro a pagamento

La vicenda a luglio in zona via Torchio

Il fatto è avvenuto a luglio, l’arresto la scorsa settimana e proprio in queste ore si attende la decisione del gip Belli sull’ordinanza di carcerazione eseguita dalla Squadra Mobile della Questura di Asti.
L’accusa è grave: violenza sessuale nei confronti di una cittadina nigeriana domiciliata in una casa di accoglienza della cintura torinese.
Due le versioni contrastanti che sono state rese dai protagonisti di questa vicenda.
La donna, con un difficile passato alle spalle, ha raccontato di essere stata contattata da un’amica astigiana che le ha chiesto di eseguirle una particolare acconciatura a treccine.

La versione della donna

La nigeriana avrebbe preso il treno per recarsi ad Asti e, una volta alla stazione, avrebbe richiamato l’amica per farsi spiegare la strada per arrivare all’alloggio dove avrebbe dovuto fare le treccine. Ma, per la prima volta, a quello stesso numero di telefono ha risposto un uomo, un cittadino senegalese, che si è offerto di andarla a prendere alla stazione per accompagnarla alla casa. Le telecamere della stazione ferroviaria, in effetti, restituiscono l’incontro fra i due che poi si avviano verso corso Savona e percorrono via Torchio, in mezzo ai palazzi.
La nigeriana ha denunciato di essersi fidata del senegalese il quale, però, una volta al fondo di via Torchio, l’avrebbe accompagnata verso i campi che portano al Tanaro e lì, in un frutteto, avrebbe abusato di lei, per terra.
Ad interrompere la violenza, suo malgrado, un altro ragazzo di colore che passava di lì in bici e, sempre secondo il racconto della donna, avrebbe distratto a tal punto il suo violentatore da permetterle di raccogliere i suoi vestiti ed allontanarsi correndo verso una vicina cascina per chiedere aiuto.
La donna, soccorsa da un’ambulanza e dai poliziotti intervenuti, è stata poi portata al Pronto Soccorso di Asti per le visite previste in caso di violenza.

E quella del senegalese, arrestato

Le indagini della Polizia hanno portato mercoledì scorso all’arresto di un richiedente asilo senegalese che vive in una casa di accoglienza di Asti.
Di tutt’altro avviso, però, la sua versione dei fatti.
Ha ammesso di essere l’accompagnatore della donna nigeriana ma ha raccontato di aver avuto il suo numero di telefono da un amico che gliel’ha presentata come una prostituta.
Vi sarebbero stato primi approcci telefonici non andati a segno per via della “contrattazione” della prestazione sessuale salvo poi accordarsi e prendere appuntamento alla stazione.
Il senegalese, non disponendo di un’abitazione nè di un luogo in cui consumare la prestazione, l’avrebbe portata nel tratto di campagna nei pressi di via Torchio salvo poi, all’improvviso, veder scappare la donna con i vestiti in mano al transito dell’altro straniero in bicicletta.
Nel raccogliere i suoi abiti, la donna si è presa anche il cellulare del senegalese .
Due versioni del tutto contrastanti che sono state portate al cospetto del gip Belli il quale dovrà decidere se mantenere lo stato di carcerazione del senegalese oppure se rimetterlo in libertà in attesa della fine indagine coordinata dal pm Deodato.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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