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Asti: tenta di far entrare tre microtelefoni in carcere nascondendoli nella suola delle scarpe

Scoperti ieri dalla Polizia Penitenziaria mentre controllava il parente di un detenuto in Alta Sicurezza prima del colloquio

Alla Casa di Reclusione di Quarto

Era riuscito a nascondere tre microtelefoni cellulari nuovissimi, completi di Sim, dentro la suola di una scarpa e sperava di passarli ad un detenuto, suo parente, durante l’ora di colloquio. Ma la Polizia Penitenziaria, durante i controlli e gli accertamenti all’entrata, ha mandato in fumo il suo piano.

E’ accaduto giovedì pomeriggio alla Casa di Reclusione di Quarto. Il detenuto cui erano presumibilmente destinati i telefonini è un napoletano sottoposto al reime di Alta Sicurezza con “fine pena” piusttosto vicina, il 2023.

Mancano metal detector di controllo

L’episodio è riferito dal segretario generale dell’Osapp Leo Beneduci: «Per l’ennesima volta gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno dimostrato eccellenti capacità professionali nonostante siano costretti a lavorare in condizioni difficili. A nulla, infatti, è valso per il personale di Polizia Penitenziaria di Asti richiedere strumenti elettronici di controllo o dissuasori che impediscano comunicazioni telefoniche non lecite tra il carcere e l’esterno. Ancora oggi è solo grazie alla competenza della Polizia Penitenziaria se si riesce a trovare gran parte di questi apparecchi telefonici evitando sul nascere eventuali criticità». Con un’ultima critica, pesante: «Nonostante le recenti rivolte e le aggressioni che si sono verificate nel carcere di Asti non abbiano dato seguito ad alcun procedimento disciplinare nei confronti degli autori da parte dell’attuale direzione nè siano stati assunti concreti provvedimenti da parte del Provveditore Regionale».

d.peira@lanuovaprovincia.it

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