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Astigiano coinvolto nel riciclaggio di oro

L’operazione, denominata Melchiorre, è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Torino e ha visto impiegati un centinaio di uomini che, martedì, hanno compiuto decine di perquisizioni e 11 arresti

Una brutta storia di riciclaggio di oro rubato in quantità industriale che parte da Torino, passa per Ungheria e Slovenia e tocca anche un ragazzo astigiano, Daniele Turello, 27 anni, figlio del noto commerciante Remo.

L’operazione, denominata Melchiorre, è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Torino e ha visto impiegati un centinaio di uomini che, martedì, hanno compiuto decine di perquisizioni e 11 arresti.

Impressionanti le quantità di oro rubato e riciclato che sono state “contabilizzate” durante i mesi di indagine. Si parla di 750 chili di metallo prezioso proveniente illecitamente per un valore di circa 25 milioni di euro.

Al centro delle indagini due imprese del settore con sede a Torino che raccoglievano l’oro proveniente prevalentemente da furti o truffe, lo portavano in una fonderia e lo trasformavano in lingotti d’oro che, attraverso una triangolazione di fatture con altri Paesi Europei, lo “ripuliva” per farlo rientrare in Italia come fornitura a regolari società nazionali operanti nel settore orafo.

In questo “giro”, Turello, secondo le accuse della Procura di Torino, aveva un ruolo di intermediario, faceva parte di quella rete di ricettatori di oro che andava ad ingrossare le quantità di metallo da portare in fonderia.

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Daniela Peira

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