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Atc, due condanne per i certificati “gonfiati” su 8 cantieri

A Santoro 10 mesi in continuazione con la precedente condanna per il maxi ammanco dalle casse dell'ente. Inflitti 1 anno e 10 mesi all'ingegner Sabbioni

Processo finito con due condanne e una assoluzione

E’ finita con una condanna il processo che vedeva coimputati i due direttori dell’Atc negli anni dello scandalo degli ammanchi dalle casse dell’ente addebitato ed ammesso dal vertice del settore amministrativo, Pierino Santoro.
Lui e l’allora direttore generale Ubaldo Sabbioni sono andati davanti al giudice per una vicenda che riguardava la chiusura di 8 cantieri con certificazioni non aderenti alla realtà, “costruite” per ottenere dalla Regione Piemonte il finanziamento di alcuni lavori a saldo delle imprese.
Due i capi di accusa iniziali formulati dal pm Paone: truffa ai danni dello Stato e false certificazioni.
Per la sola truffa era coimputata anche l’allora responsabile dell’ufficio contabile Anna Maria Porcellana.
Per lei il pm ha chiesto l’assoluzione e così è stata la decisione finale del giudice.
Assoluzione dalla truffa anche per i due ex direttori i quali però sono stati condannati per le false certificazioni: 1 anno e 10 mesi per Sabbioni (con pena sospesa e non menzione) e 10 mesi a Santoro in continuazione sulla ben più pesante condanna a 4 anni e 2 mesi per l’appropriazione di circa 9 milioni di euro nel giro di 10 anni.
Attualmente Santoro è in semilibertà ed ha presenziato a numerose udienze di questo processo.

Nessun risarcimento all’Atc

Il giudice non ha concesso alcuna provvisionale rimandando la quantificazione dei danni alla sede civile.
«Siamo contenti per l’assoluzione dal reato di truffa – ha commentato a caldo l’avvocato Pierfranco Bertolino, difensore di Sabbioni – Attendiamo ora le motivazioni del giudice, ma con molta probabilità ricorreremo in Appello per dimostrare la bontà dell’operato dell’ingegner Sabbioni».
Estremamente tecnico l’ambito nel quale si è sviluppato il processo perchè riguarda una serie di certificati di avanzamento stato lavori e di chiusura dei conti riguardanti otto cantieri dell’Atc nell’anno precedente lo scoppio dello scandalo Santoro.
Questi certificati erano destinati alla Regione Piemonte che, a seconda di quanto quantificato, aveva erogato i finanziamenti per portare a termine i lavori.
L’accusa mossa a Santoro, Sabbioni e alla Porcellana è quella di aver “gonfiato” le spese per ottenere dalla Regione più finanziamenti di quelli necessari a chiudere i lavori per creare un “tesoretto” in cassa da utilizzare per altri lavori di manutenzione.
L’Atc, che si era costituita parte civile, ha quantificato in 1 milione di euro questo surplus che teme di dover restituire alla Regione.
Il pm aveva chiesto la condanna a 2 anni per Sabbioni e a 2 anni e 6 mesi per Santoro.

 

d.peira@lanuovaprovincia.it

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