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Autodemolitore abusivo in aperta campagna: 4 macedoni denunciati a Castelnuovo Belbo

Le auto "cannibalizzate" e roghi all'aperto per separare metalli preziosi dalla gomma

Tre mesi di indagini dei carabinieri

Un terreno confinante con una cascina di Castelnuovo Belbo che ospitava i vendemmiatori stagionali ingaggiati da una cooperativa, era stato trasfromato nella discarica all’aperto di un’attività di demolizione abusiva di automobili.

L’hanno scoperta i carabinieri della stazione di Incisa e i colleghi forestali di Nizza al termine di un’indagine durata tre mesi ed iniziata con un controllo su due cooperative che gestivano proprio il lavoro degli stagionali nelle vigne.

Nella fase iniziale dell’indagine, erano stati identificati 13 cittadini dell’Est Europa uno dei quali denunciato perchè era privo del permesso di soggiorno. Lui e i connazionali erano ospitati in una cascina e in una roulotte parcheggiata nel cortile, in regione Valfontana.

 

Carcasse di auto nel campo vicino a casa

Sono stati i successivi sopralluoghi ad accertare che in un campo vicino a quella cascina si trovavano numerose carcasse di automobili usate dalle quali erano stati prelevati pezzi di  ricambi da rivendere sul mercato nero. Formalmente le auto erano state acquistate per essere esportate e rivendute in Paesi dell’Est, ma di fatto erano invece tutte rimaste sul campo e “spolpate” di quello che ancora poteva essere rivenduto come ricambio.

Roghi per dividere la gomma da rame ed alluminio

Notevoli i danni ambientali registrati dai carabinieri perchè le fasi di demolizioni non seguivano le procedure previste e i rifiuti che ne derivavano venivano bruciati in roghi all’aperto per separare le vernici e le parti in plastica dall’alluminio e dal rame che rivestivano. Un po’ quello che capita spesso nei campi rom del capoluogo. Come se non bastasse, altri materiali di scarto venivano poi buttati nel fiume Belbo, nel tratto che scorre nel comune di Incisa.

Ciò che resta di uno dei fuochi accesi all’aperto

I denunciati

Quattro i macedoni denunciati, fra i 29 e i 59 anni formalmente domicliati o residenti a Nizza, Incisa e Castelnuovo Belbo. Le accuse vanno dall’esercizio abusivo della professione all’attività di gestione dei rifiuti non autorizzata passando per abuso urbanistico per opere edili eseguite senza autorizzazione per una multa complessiva di 10 mila euro.

Inoltre ai cinque è stato intimato di ripristinare lo stato dei luoghi compresa la bonifica dei terreni e le sponde del fiume danneggiate dagli sversamenti.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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