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Bimbo rischia la vita per un boccone di pizza

Il tempestivo intervento di mamma Patrizia ha fatto sì che la situazione non precipitasse in maniera irreversibile

Rischiare la vita per un boccone

Un sabato sera come tanti altri, in compagnia di amici, si è trasformato in un dramma per una famiglia astigiana che ha rischiato di perdere il proprio figlio per un boccone di pizza rimasto bloccato nelle vie aeree superiori. Francesco (nome di fantasia) era a tavola insieme alla mamma Patrizia, al padre e ad alcuni amici di famiglia quando, improvvisamente e dopo aver deglutito un pezzetto di pizza, ha smesso di sorridere, ha cambiato colore e si è portato le mani alla gola indicando che qualcosa gli stava bloccando il respiro.

“Mio figlio era tranquillo”

«Mio figlio era tranquillo – ricorda la mamma – e quando mangiamo la pizza sono la prima a tagliargli patatine e wurstel in piccoli pezzetti per una maggiore sicurezza. In quel momento stava guardando la televisione, poi all’improvviso ha spalancato gli occhi, ci ha guardato e, dopo aver indicato la gola con le mani, ha iniziato a tossire».

Da lì sono iniziati i tre minuti più lunghi per Francesco e per i suoi genitori. «E’ diventato rosso in faccia, poi bordeaux – continua la signora Patrizia – intanto continuava a tossire, ma non succedeva nulla. Quando ha smesso, sempre con un volto quasi viola, mi sono ricordata di quello che avevo imparato alla lezione di primo soccorso pediatrico e, mettendomi alle sue spalle, gli ho praticato la manovra di Heimlich. Così facendo ha subito sputato un boccone di pasta della pizza che era rimasto bloccato in gola e lo stava soffocando».

All’ultimo secondo

Il tempestivo intervento di mamma Patrizia ha fatto sì che la situazione non degenerasse: Francesco ha infatti ripreso un colorito normale, ha smesso di tossire e si è tranquillizzato.

«Per fortuna ho seguito diversi corsi di disostruzione pediatrica con l’associazione FormInLife di Asti e ringrazio tantissimo i docenti che mi hanno insegnato le giuste tecniche per intervenire in questi casi. Ho perso dieci anni di vita, ma Francesco si è salvato».

A distanza di qualche giorno il bambino non ha ancora ripreso a mangiare la pizza come faceva sovente e, in generale, non ha molto appetito, ma si tratta di una situazione temporanea sulla quale la mamma è stata rassicurata.

“Grazie all’associazione FormInLife”

«Eravamo in sei a quel tavolo, – conclude la donna – ma ero l’unica a sapere esattamente cosa fare. Questo grazie al corso seguito con FormInLife. Purtroppo molte persone pensano che si tratti di incidenti rari, che capitino solo altri, ma quando vedi tuo figlio rischiare la vita per un boccone di pizza capisci l’importanza di sapere come intervenire. Non posso fare altro che consigliare a tutti, mamma e papà, nonni e nonne, di dedicare un paio d’ore a seguire queste lezioni: potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte».

Riccardo Santagati

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