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Boccia per disabili: tensione con il Pegaso e Giulia resta senza rampa

L'associazione sospende questa specialità e ritira l'attrezzatura. Mobilitazione e sottoscrizione fondi per ricomprarne un'altra

Incidente diplomatico

Un incidente diplomatico ha portato alla sospensione della sezione “Boccia paralimpica” in seno alle attività del GSH Pegaso di Asti cui era iscritta una sola atleta, Giulia Marchisio di 16 la cui storia è stata raccontata dal nostro giornale una settimana fa. Per consentirle di tornare ad allenarsi e di tornare sui campi di gioco per le gare, è partita una mobilitazione di amici e sostenitori che hanno anche lanciato una sottoscrizione fondi per l’acquisto di una speciale rampa di lancio delle bocce.
Giulia, tetraplegica con diverse distonie dovuta ad ipossia prenatale, controlla poco i movimenti ai muscoli superiori, può utilizzare autonomamente solo un piede ed è con quello (e con un apposito attrezzo) che si avvia a diventare una campioncina di bocce.
Ma, per ora, non più sotto l’egida della Pegaso, bensì della società di bocce del Circolo Don Bosticco che ha accettato di averla fra le sue iscritte.
Mentre rimangono tesi i rapporti fra il direttivo della Pegaso e i genitori di Giulia a causa della partecipazione ad una gara di alcune ragazze volontarie dell’associazione nel ruolo di assistenti di campo della ragazza, che ha bisogno di aiuto per posizionare la boccia sulla rampa.

Le parole del padre di Giulia

In una lunga lettera alla presidente Ilaria Castino e ai consiglieri, il padre della ragazza, Roberto, ha fatto il racconto della giornata di gare di boccia paralimpica a Nova Milanese di qualche domenica fa, l’evento che ha fatto scoppiare il “caso”.
«Due giorni prima della gara ricevo la telefonata della presidente che mi chiede di non portare come assistenti di gioco due ragazze che da sempre seguono Giulia perchè non “assicurate” né “autorizzate” a tale incarico. Esprimo il mio disaccordo e mi riservo di verificare, una volta arrivati a Nova Milanese, quali siano le regole della manifestazione a questo proposito. Il presidente della società organizzatrice dell’incontro – prosegue Roberto Marchisio – mi assicura che tutti i presenti in palestra godono della copertura assicurativa e pertanto Sokaina e Wijdane hanno potuto avvicendarsi, come sempre, nell’aiuto a Giulia che perde la prima partita e vince la seconda.
Ma è verso le 12,30 che succede tutto. Ad un tratto arriva la presidente della Pegaso che, senza salutare, si avvicina al campo e mi dice “Io lo sapevo che finiva così” filmando Giulia con il suo telefonino, accompagnata da una donna che si rifiuta di rivelare il suo nome e anch’essa filma Giulia. Scoppia un parapiglia – prosegue nel racconto Roberto – siamo oggetto di un atteggiamento poliziesco ed intimidatorio, Giulia si agita e l’arbitro è costretto a sospendere la partita chiedendo alla presidente di allontanarsi dal campo di gioco. Nell’agitazione – aggiunte ancora il padre di Giulia – la distonia alla gamba destra di cui mia figlia soffre particolarmente in queste settimane, le provoca molto dolore e aumenta la sua sofferenza. Solo dopo l’intervento di arbitro e assistente di gioco Giulia riesce a calmarsi e a riprendere a giocare».
Per fortuna la giornata di Giulia finisce con un’altra vittoria e il ritorno a casa con medaglia e coppa.
«Siamo colpiti dalla totale insensibilità nei confronti di Giulia – commenta amaramente l’uomo – e dal suo rifiuto di darci la possibilità di spiegare la situazione. “Le regole sono regole” ci hanno detto, ma io aggiungo anche che “i valori sono valori”».

Il racconto della presidente di Pegaso

Di taglio diverso la versione della presidente Ilaria Castino, psicologa dello sport.
«Avevo chiesto ai genitori di Giulia di non portare le assistenti di campo perchè nella convenzione con l’associazione Auser di cui fanno parte non è prevista la copertura assicurativa al di fuori degli allenamenti in palestra ad Asti. L’ho fatto presente al padre due giorni prima della partita, ma lui ci ha “sfidato” portandole con sé ugualmente. Io e una volontaria nel ruolo tecnico dell’associazione siamo andati a Nova per controllare di persona cosa stesse accadendo e sono stata assalita. C’è anche il video che lo testimonia. Non ho invaso il campo, sono una sportiva e conosco le regole di gioco. Eravamo lì solo per prendere atto della cosa e di questo abbiamo reso edotti anche i dirigenti della federazione. Poi, al ritorno, abbiamo informato dell’incresciosa presenza delle assistenti senza assicurazione, l’intero consiglio direttivo che, seppur a malincuore, ha preso la decisione di sollevare dall’incarico il responsabile tecnico della boccia paralimpica, Francesco Villata. Non essendoci un tecnico responsabile, per forza di cose abbiamo dovuto anche sospendere questa attività dal novero di quelle seguite da Pegaso. Appena troveremo un altro volontario che voglia prendere il posto di Villata, si riaprirà la sezione».

Specialità sospesa in attesa di nuovo tecnico

Con la lettera in cui si annunciava la chiusura della specialità, c’era anche la richiesta ai genitori di Giulia di restituire la speciale rampa studiata appositamente per lei per consentirle di giocare. Per questo è stata avviata la sottoscrizione per consentire alla famiglia di acquistarne un’altra, tenuto conto che un falegname di Trincere, Zanchetta, si è già offerto per lavorarci sopra.
«Abbiamo proposto appena ieri alla famiglia di lasciare in uso a Giulia la sua vecchia rampa nel caso volesse allenarsi in una palestra di Torino che si occupa di boccia paralimpica» rivela a questo proposito la presidente Pegaso, Ilaria Castino.

Chi vuole aiutare il sogno di Giulia?

In mezzo alla polemica, alimentata anche da esternazioni su Facebook che hanno ulteriormente avvelenato il clima teso, c’è Giulia per la quale è difficile comprendere le motivazioni degli adulti. Lei che nel gioco delle bocce ha trovato una grande motivazione e un impareggiabile ed insperato sfogo alla sua innata competitività.
Comunque vada a finire fra associazione e famiglia, l’appello è a tutte le persone di buona volontà che vogliano sostenere un pezzo del sogno di Giulia con un’offerta per la costruzione su misura di una nuova rampa.
L’Iban su conto postale aperto per questa causa è IT42O0760110300000037995289.

Daniela Peira

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