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Fuori casa da quattro anni per il crollo al castello

L'appello della vedova di 83 anni che viveva nella casa sottostante il castello colpita in parte dalla frana di macerie e dichiarata inagibile. Fermo da due anni anche il risarcimento già riconosciuto alla donna. Il Comune di Frinco cerca una soluzione

Fuori casa da 4 anni la vedova che viveva sotto il muro crollato

Fuori casa da 4 anni: stessa data, stesso luogo, stesso appello: anno dopo anno Irma “Mariuccia” Avidano il 5 febbraio va sotto la sua casa cintata e inagibile e la guarda, pensando a tutto quello che ha lasciato dentro e a tutto quello che ha investito per renderla una bomboniera. Una bomboniera sfregiata quattro anni fa dal crollo del muraglione del castello di Frinco che incombe proprio sopra la sua casa.
Mariuccia quest’anno di anni ne ha 83 e, dopo quattro, vorrebbe tornare a casa sua.
Da quel 5 febbraio 2014 vive altrove; dopo un primo periodo ospite del nipote ad Asti (è vedova e senza figli), ha affittato, a sue spese, un alloggio ai piedi di Frinco con la speranza che si trattasse di una soluzione temporanea.

Lì dentro i sacrifici di una vita

Quella è la casa dei suoi suoceri, che lì avevano sia l’abitazione che la bottega del paese. Con il marito ha lavorato una vita per ristrutturarla in ogni sua parte e l’impegno maggiore è stato profuso nella cura dei due giardini adiacenti. Uno, quello davanti, è ancora intatto mentre l’altro, quello che si allungava proprio sotto il muraglione crollato sulla strada verso la chiesa, è stato completamente spazzato via dalla frana di terra, mattoni e macerie.
Per un soffio non ha colpito la casa, pur distruggendo il locale adibito a caldaia e servizi.

Un crollo annunciato

Un crollo annunciato, quello del febbraio del 2014, tanto che l’allora sindaco Conti aveva già chiuso la strada sottostante che portava alla chiesa parrocchiale, anch’essa chiusa al culto e aveva ordinato lo sgombero della casa di Mariuccia e quella dall’altra parte della strada di una coppia trasferitasi a vivere ad Asti.
I segnali di cedimento c’erano già e anche le più nefaste previsioni si sono purtroppo avverate.
Secondo i rilievi dei tecnici, a causa di infiltrazioni continue e copiose di acqua piovana, negli anni, per una scorretta regimentazione dei canali di scolo, si è verificato il cedimento dell’alto muro di contenimento in mattoni che, a sua volta, si è portato dietro anche l’avamposto del castello distruggendo diverse stanze e arrivando fino al tetto pericolante (ora messo in sicurezza da tiranti).

Aspetta ancora il risarcimento

Per Mariuccia è cominciata la lunga ed erta strada della richiesta di risarcimento danni in sede civile, assistita dall’avvocato Marina Faretra che, per la sua cliente, un primo successo lo ha ottenuto. Infatti, da due anni, sono già stati assegnati 70 mila euro di risarcimento a carico della Daupher srl, la società che aveva acquistato il castello dai Pica Alfieri e che in seguito al fallimento l’avrebbe poi ceduto all’attuale proprietario Gianfranco Fungardi.
Non poteva ancora tornare a vivere nella sua casa, ma almeno pensava di poter contare sul gruzzoletto per far partire i lavori di ristrutturazione appena il resto fosse messo in sicurezza. Invece, a causa di una infinita causa fra la Daupher e Pica Alfieri, tutto è stato “congelato” e ancora oggi nulla è stato versato alla Avidano.

Il Comune si prende a cuore il caso

Dopo quattro anni di attesa “stagnante”, il Comune di Frinco sembra essersi preso a cuore il caso di Mariuccia. Il vicesindaco Luigi Ferrero, in particolare, sta seguendo la vicenda e, pur mantenendo uno stretto riserbo sulle possibili soluzioni intercettate, si dichiara piuttosto ottimista per la piega che stanno prendendo le cose. Per l’amministrazione, infatti, si tratta di una “patata bollente” in quanto, da una parte deve garantire la sicurezza del cuore del paese sollecitando i lavori mentre dall’altra non può intervenire in quanto si tratta di una proprietà privata.
E in mezzo c’è Mariuccia che aspetta di tornare a casa.

Daniela Peira

d.peira@lanuovaprovincia.it

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