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I rifugiati in cucina per una cena curda-irachena

Questa sera al Centro San Paolo di Canelli sarà ospitata una cena "etnica" preparata dalle famiglie di richiedenti asilo e aperta al pubblico

Un’occasione per conoscersi

Una cena dai sapori di paesi lontani per abbattere i muri e scoprire somiglianze e gusti in comune seduti intorno al tavolo. Con questo spirito la cooperativa CrescereInsieme Onlus, che nella nostra provincia si occupa di accogliere e integrare i richiedenti asilo, ha deciso di organizzare l’evento “Ti regalo una ricetta”, ossia una serie di serate a tema aperte al pubblico in cui protagonisti saranno i piatti tipici delle terre di provenienza dei loro ospiti. Dopo due appuntamenti da tutto esaurito ad Acqui Terme con le cucine di Marocco e Somalia, questa sera, al Centro San Paolo di Canelli in viale Italia, prenderà al via alle 20,30 la cena dal menù curdo-iracheno.

Le famiglie sono fuggite da Siria e Iraq

«E’ un’iniziativa che punta ad avvicinare gli astigiani ai rifugiati politici – spiega Paola Bottero della CrescereInsieme – Solo con la conoscenza si possono combattere i pregiudizi e niente come una piacevole serata a tavola permette di superare stereotipi e conoscersi». Questa sera si avrà quindi modo di conoscere Sebar e Bavi, entrambe curde, e Amina, siriana, insieme alle loro famiglie. Saranno loro che, dietro ai fornelli, proporranno ricette casalinghe e specialità tipiche mediorientali. «Parliamo di tre famiglie che sono un esempio di integrazione sul territorio. La dimostrazione di come progetti concreti consentano un inserimento sociale ed economico dei rifugiati» spiega Paola, che insieme ai suoi colleghi ha seguito le famiglie nei percorsi di alfabetizzazione e nei progetti di avviamento professionale.

Ricette casalinghe della tradizione mediorientale

A servire ai tavoli, ci saranno quindi i più grandi dei cinque figli di Amina, classe 1973, scappata dalla Siria in fiamme con il marito, calzolaio, e arrivati con l’aereo in Italia direttamente da un campo profughi in Turchia. Oltre a lei che ha trovato ospitalità a Canelli ci sarà anche Sebar, di qualche anno più giovane, con due figlie piccole che frequentano le elementari di San Marzano e tanta voglia di imparare lingua e costumi del paese d’adozione. E poi Bavi, che in Iraq faceva la maestra. Fuggita dal suo paese con 3 bimbe e il marito, ex militare, la donna ha trovato una casa prima a Calamandrana e poi a Santo Stefano Belbo. Oggi l’uomo lavora presso un’azienda vitivinicola. «Inizialmente le famiglie hanno incontrato qualche diffidenza da parte del contesto sociale che li ha accolti. Adesso sono così ben inseriti che alcuni vengono invitati a feste e matrimoni dai propri vicini» aggiunge la Bottero. Per partecipare alla serata è possibile prenotare al numero: 351/1797078 e 370/3334056. Il contributo per la cena sarà di 18 euro per gli adulti e di 8 euro per i ragazzi dai 6 ai 12 anni.

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