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Falsifica diploma per diventare insegnante di sostegno

E' successo ad Asti dove i finanzieri hanno scoperto che il diploma presentato da un'insegnante di sostegno per entrare nelle graduatorie, era falso. Sequestrati gli stipendi degli ultimi sei mesi di servizio presso una scuola elementare della città.

Falsifica diploma di specializzazione

Falsifica il diploma per ottenere un posto di insegnante di sostegno in una scuola elementare di Asti, ma la Guardia di Finanza lo scopre e parte la denuncia insieme al sequestro degli stipendi percepiti durante il servizio.

E’ un lavoro dei finanzieri della Compagnia di Asti che hanno anche interdetto l’insegnante, su disposizione della Procura di Asti, dall’incarico di insegnamento e sostegno di alunni in situazione di handicap presso una scuola elementare della città.

Il controllo incrociato con l’Università di Tor Vergata

La scoperta è stata fatta in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Asti, presso il quale sono depositate le graduatorie per l’assunzione annuale degli insegnanti. Nel corso di una verifica sulla regolarità del possesso dei diplomi che gli aspiranti insegnanti presentano per attestare la propria specializzazione e dunque la legittimità dei punti loro assegnati in graduatoria, è emerso che l’insegnante di sostegno in questione, F. E., aveva presentato un diploma di specializzazione proprio per la posizione di insegnante di sostegno che risultava rilasciato dall’Università Tor Vergata di Roma.

E’ bastata una verifica presso quell’Università romana per scoprire che quel diploma non era mai stato rilasciato e dunque, con ogni probabilità, quello presentato al Provveditorato agli Studi era falso.

Sequestrati gli stipendi presi finora

A seguito di questo accertamento, il Gip di Asti ha disposto l’interdizione temporanea per 6 mesi dall’esercizio del pubblico servizio prestato dall’insegnante e il sequestro delle somme di denaro che ha percepito dalla sua assunzione avvenuta nel settembre scorso per un ammontare di circa 6 mila euro. Di questa vicenda è stata interessata anche la Corte dei Conti.

 

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