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Finge di essere il fratello disabile per ottenere l’accompagnamento

Nei guai un sessantenne di Asti. Si è presentato più volte all'Anmic per conto del fantomatico fratello e alla visita si è presentato lui travisato da una felpa e dalle mani in viso

Medici ingannati

Ha ingannato i medici di due ospedali e quelli della commissione Asl per l’invalidità, ma non gli è riuscita la stessa cosa con i volontari dell’Anmic che lo hanno smascherato e denunciato ai carabinieri.
La storia è quella di un uomo di una sessantina di anni, astigiano, che si è presentato nell’estate scorsa agli uffici dell’Anmic di piazzale Manina chiedendo di essere assistito nella richiesta di invalidità per il fratello gravemente disabile dopo un incidente stradale che gli aveva lasciato insuperabili problemi neurologici.

I dubbi dell’Anmic

L’uomo più volte è tornato nella sede dell’associazione sempre perorando la causa di questo fantomatico fratello del quale portava ogni volta qualche documento medico sostenendo che l’intera famiglia era impegnata nell’accudirlo. Ha sempre riferito che il fratello camminava da solo, ma non parlava, non era in grado di gestirsi, di alimentarsi, di lavarsi, di vestirsi, di andare a farsi la spesa. Sempre a causa di questi gravi problemi neurologici conseguenti l’incidente stradale del quale, in effetti, vi era documentazione.
Quando all’Anmic gli hanno chiesto un documento di identità del fratello, ha portato una fotocopia malfatta e molto scurita che già denotava, dalla foto, una fortissima somiglianza fra i due fratelli. Ma non risultavano gemelli e questo ha già fatto insospettire i volontari.
Nel frattempo una visita alla commissione Asl c’è stata che ha dichiarato l’effettiva invalidità della persona che si è sottoposta all’esame. Si trattava di un uomo che non ha profferito parola, che si è presentato con un cappuccio calato sulla testa, con il volto coperto dalle mani e uno stato di disagio ed agitazione evidenti.
Ma il grado di invalidità assegnato prevedeva solo, come beneficio, l’esenzione totale dal ticket.

Solo l’esenzione ticket non gli bastava

Troppo poco per il “fratello” che si è nuovamente presentato all’Anmic chiedendo il ricorso alla Commissione Inps per ottenere il cosiddetto “accompagnamento”. Fatte le pratiche, come da prassi, la segreteria Anmic ha fissato un appuntamento del paziente con il medico legale in servizio volontario e lì si sono scoperti gli “altarini”.
Perchè quando il disabile si è presentato, accompagnato da un amico, altri non era che lo stesso uomo che si era sempre presentato come suo fratello e che aveva battagliato per l’invalidità e per l’accompagnamento.

Si è presentato alla visita con la felpa in testa

Sperava che bastasse un cappuccio calato sul capo e le mani sul viso per ingannare gli operatori dell’Anmic che invece gli hanno chiesto di abbassare il cappuccio e lo hanno smascherato. E’ stato chiesto l’intervento dei carabinieri direttamente nella sede di piazzale Manina dal quale, alla fine, l’uomo si è allontanato con le sue gambe piuttosto contrariato di essere stato “sgamato”.
«Se non avessimo avuto il dubbio che si trattava della stessa persona, a quest’ora si sarebbe visto assegnato l’accompagnamento – spiega Franco Valente, presidente dell’Anmic, finanziere di professione – perchè documentalmente tutti i certificati erano ineccepibili e parlavano effettivamente di una situazione gravemente invalidante».
Per aver passato tutti i test previsti per le patologie neurologiche, evidemente l’uomo si deve essere preparato e deve aver “studiato” quali erano le reazioni che confermavano i danni neurologici.
Ma sostituirsi al “fantomatico” fratello non gli è andata bene. Il suo caso è ora sulla scrivania del pm Boschetto che sta completando le indagini.
Secondo prime indiscrezioni l’uomo, che ha effettivamente subito un incidente stradale, ma non con danni così gravi, sarebbe anche titolare di alcuni negozi in Asti e provincia.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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