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Frinco, il Comune acquista il castello crollato e Mariuccia, dopo 5 anni, spera di tornare a casa sua

Dalla Regione arrivano 550 mila euro per l'acquisizione e la messa in sicurezza. Dal 5 febbraio 2014 una vedova di 84 anni è in affitto a causa del crollo

Un doloroso anniversario

Una vita di lavoro e di risparmi spesi in una casa che era una bomboniera nel centro storico di Frinco e poi quel maledetto crollo di cinque anni fa che ha stravolto la sua vita di vedova ottantenne.
E adesso, nonostante dal Comune arrivi la conferma di belle notizie sulla spinosa questione del castello, Mariuccia Avidano cede alla rabbia e alla delusione.

Inagibile dopo il crollo dell’avamposto

Irma “Mariuccia” Avidano, 84 anni fra poche settimane, è la proprietaria della casa inagibile dal 5 febbraio 2014, dal giorno in cui è crollato l’avamposto del castello portandosi dietro uno dei due splendidi giardini dell’abitazione ma anche una parte di essa, adibita a servizio come centrale termica e garage.
Da allora Mariuccia non può tornare a vivere lì come rimangono inagibili anche la strada davanti, la chiesa parrocchiale e il piano superiore della casa di fronte a quella della vedova.

Quella causa vinta ma “congelata” a Milano

La donna ha già vinto una prima causa di risarcimento danni con la precedente proprietà, ma un insieme di questioni civilistiche irrisolte con la proprietà originaria, sta bloccando il versamento della somma, ferma al tribunale civile di Milano.
E lei, da cinque anni, vive in affitto ai piedi del paese e tutte le volte che può torna nella sua casa, quella che ha ereditato con il marito dagli suoceri che lì avevano bottega e abitazione. Ma non può entrarci, non può viverci.

Battagliera e decisa

Per quattro anni ha fatto sentire la sua voce per tornare al più presto a vivere nella sua casa. Non ha mai smesso di chiedere che si sbloccasse la situazione e che ognuno, per la sua competenza, si assumesse la responsabilità di quanto accaduto. Ma nell’ultimo anno qualcosa è cambiato: grinta la Mariuccia ne ha ancora da vendere, ma cinque anni fuori casa, a questa età, riescono a fiaccare anche un carattere battagliero come il suo.

«Sono stanca e sola»

«Sono stanca di questa situazione, con l’età che avanza mi sento meno forte, mi sento tanto sola e non riesco a vedere la fine di questo dispiacere. Perché non è giusto quello che mi è capitato.
E’ un’ingiustizia bella e buona. Quella è la mia casa, io e mio marito l’abbiamo ristrutturata con tanti sacrifici e da quando c’è stato il crollo sono state fatte solo tante parole, ma la sostanza è che da cinque anni non riesco a rientrare . Tutti scaricano le responsabilità, ma intanto fuori casa, a 84 anni, ci sono io, non gli altri e non si immaginano come sia dura».

550 mila euro per comprare e mettere in sicurezza

Eppure dal Comune arriva la notizia tanto attesa: grazie ad un contributo di 550 mila euro della Regione Piemonte, già disponibile, sarà possibile acquisire il castello e realizzare i lavori di messa in sicurezza che consentiranno finalmente di revocare l’inagibilità della casa di Mariuccia, di quella dei suoi dirimpettai e di riaprire la strada e la chiesa parrocchiale addossata al muraglione del maniero.

Il vicesindaco: fase delicata

«Siamo in una fase molto delicata – conferma il vice sindaco Luigi Ferrero – ma abbiamo già raggiunto un accordo con il proprietario, l’antiquario toscano Gianfranco Fungardi con l’impegno all’acquisizione dell’immobile e la sua trasformazione in un centro turistico e culturale. Sarà un percorso lungo e difficile, burocraticamente impervio, ma è l’unico strumento che ci permette di ottenere i proventi necessari per eseguire i lavori necessari». Quando la Regione ha confermato il contributo al Comune di Frinco, la prima a saperlo è stata proprio Mariuccia, da una telefonata del vice sindaco. «Ma chissà quanto tempo servirà ancora perché tutto vada a posto» è il suo amaro e sconsolato commento.

Torre campanaria di Frinco

Le campane tornano a suonare

In attesa della complicata soluzione che riguarda il castello, il centro storico di Frinco riavrà presto un altro pezzo che rappresenta un simbolo per tutta la comunità. Nei giorni scorsi, infatti, è stata deliberata la sistemazione e messa in sicurezza della torre campanaria, situata sulla piazza. Grazie ad un contributo di 20 mila euro della Fondazione CrTorino e ad un cofinanziamento dell’amministrazione comunale di 25 mila euro frutto di un altro contributo verranno risistemati gli interni della torre.
Il progetto, realizzato dall’architetto Marco Maccagno, prevede il rifacimento delle scale di salita e dei piani realizzati in legno, l’illuminazione interna e gli ancoraggi necessari per una visita in assoluta sicurezza. La parte alta della torre, dove si trovano le campane, sarà chiusa con griglie di protezione. Le stesse campane che da qualche settimana sono tornate a suonare, grazie allo spostamento del quadro di comando dalla chiesa parrocchiale, ancora interdetta, alla base del campanile.

d.peira@lanuovaprovincia.it

Un Commento

  • Cristina Frumuzache ha detto:

    Ha ragione la signora, è vergognoso che ancora dopo 5 anni la signora non può entrare e abitare in casa propria.

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