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Ha venduto un alloggio non suo: condannata a 9 mesi

Con un'amica che aveva le chiavi perchè l'aveva affittato in passato. Dovrà risarcire la caparra e gli interessi del prestito acceso per l'acquisto

Imputate due donne

Hanno cercato di vendere un alloggio non loro: una è stata condannata e una assolta.
E’ finita così la vicenda portata da un’astigiana al cospetto del giudice Di Naro dopo aver sporto denuncia.
Tutto è iniziato nel 2016 quando una donna ha deciso di acquistare un bilocale in corso Savona, che risultava in vendita. Aveva sparso la voce e si era fatta avanti Antonietta Scazzeri, una sua conoscente, che le aveva presentato un’amica, Antonia Basileo, come proprietaria dell’appartamento in vendita. Il prezzo era molto allettante: 23 mila euro. Scazzeri e Basileo avevano accompagnato la futura acquirente nell’alloggio per la visita, con tanto di chiavi e di perfetta conoscenza della casa e del funzionamento del regolamento di condominio.

Caparra e accensione prestito

Visto e piaciuto, l’acquirente ha firmato un preliminare di acquisto versando alla Basileo una caparra di 3 mila euro (con assegno successivamente incassato) ottenendo in cambio già le chiavi di casa. E, in attesa di andare dal notaio per l’atto vero e proprio, ha acceso un prestito di 16 mila euro per saldare il prezzo della casa. Nel frattempo, il figlio ha fatto un sopralluogo per prendere bene le misure della casa per il trasloco e per vedere quali lavori fossero necessari prima che la madre ci entrasse a vivere. Qui la brutta sorpresa: alcuni vicini di casa lo hanno avvertito che il proprietario dell’alloggio non era la Basileo, ma un’altra persona che, contattata, ha confermato la piena proprietà della casa messa in vendita con altri intermediari. Dunque la Scazzeri e la Basileo non avevano alcun titolo di possesso né di mandato a vendere. Le chiavi in loro possesso erano spiegate dal fatto che la Basileo, in passato, aveva vissuto in quella casa in affitto.

Un’assoluzione e una condanna

Di qui la denuncia per truffa con la Scazzeri difesa dall’avvocato Maccario, la Basileo dall’avvocato Liguori e la mancata acquirente costituitasi parte civile con l’avvocato Marco Dapino.
Il giudice Di Naro ha assolto la Basileo e condannato a 9 mesi la Scazzeri oltre a 600 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 9500 euro a titolo di risarcimento comprendente la restituzione della caparra versata e una parte del prestito acceso in vista dell’acquisto mai avvenuto.
Per la Scazzeri questa non è la prima condanna per episodi analoghi, sempre riguardanti la sua attività di intermediazione immobiliare non ufficiale e non regolare.

Fra i precedenti anche un arresto

La donna, nel dicembre del 2016 era stata anche arrestata dalla Guardia di Finanza di Asti per circonvenzione di incapace.
Con un’amica era riuscita ad avere accesso ai conti di una impiegata astigiana alla quale, ogni mese, sfilavano l’intero stipendio tando da ridurla in uno stato di forte indigenza attenuta (poco) dalla “paghetta” molto misera che le due donne le passavano per l’acquisto del cibo.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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