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Il Capo della Polizia Gabrielli: «Siamo tutti nipoti di Salvatore Ottolenghi»

Ieri ad Asti per convegno e inaugurazione mostra all'ex Michelerio. La Scientifica italiana prima in Europa a disporre della scena del crimine virtuale

Ieri il Prefetto Gabrielli ad Asti

«Salvatore Ottolenghi rappresenta il meglio di quello che è la Polizia italiana»: grande omaggio alla figura del medico scienziato di origini astigiane è arrivato ieri dal Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli in visita ad Asti per un convegno e per l’inaugurazione di una mostra sulla storia della Polizia Scientifica.

Proprio Ottolenghi, infatti, fu il “visionario” che, dopo la sua esperienza come assistente univesitario di Cesare Lombroso, inventò i Gabinetti di Polizia Scientifica e diede un contributo fondamentale alla creazione della prima “banca dati” di impronte digitali e dei cartellini di fotosegnalamento, un antesignano del moderno sistema Afis.

Gabrielli ieri è stato ricevuto dal Questore di Asti, la dottoressa Alessandra Faranda Cordella, dagli uomini e dalle donne della Polizia astigiana e dalle massime autorità cittadine, oltre ad alcuni studenti che hanno presenziato al convegno che si è tenuto nell’ex Chiesa del Gesù.

Gli unici in Europa ad avere il “teatro virtuale” della scena del crimine

E che la Scientifica italiana sia all’avanguardia in Europa lo ha dimostrato il prefetto Vittorio Rizzi, direttore dell’Anticrimine che ha annunciato come la nostra Polizia sia la prima in Ue a disporre del “teatro virtuale” della scena del crimine, ovvero una fedelissima riproduzione digitale del luogo in cui è stato commesso il delitto che l’investigatore, indossando il “caschetto per la realtà virtuale” può percorrere in ogni sua dimensione oltre ad averne anche i suoni e l’evidenza delle prove rilevate durante i sopralluoghi.

L’importanza della divisa

«Sono un profondo sostenitore delle radici in ogni professione – ha detto Gabrielli – e Ottolenghi rappresenta una delle più importanti e forti per la Polizia di Stato. Oggi, uomini e donne della Scientifica che hanno questo doppio ruolo di scienziati e poliziotti, rendono onore ai suoi fondamenti. Perchè non basta essere scienziati, è la divisa che indossiamo a dare il valore aggiunto al nostro lavoro. Per questo – ha aggiunto il Prefetto – sono stato profondamente contrario, ad esempio, all’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato all’Arma dei Carabinieri. Non certo per la destinazione, ovvio, ma perchè la divisa che si è scelto di indossare per la vita, qualunque essa sia, non è solo un indumento, ma è simbolo di passione, impegno, coinvolgimento emotivo».

Da Minority Report alla realtà

Al limite della fantascienza l’intervento dell’ingegner Zambonini del Servizio di Polizia Scientifica di Roma che ha parlato dei nuovi software a disposizione degli investigatori: dal tradizionale sistema Afis per l’identificazione delle persone al programma Nemesi che standardizza i sopralluoghi e li archivia consentendo di registrare milioni di dati da ogni scena del crimine. E poi Sa.Ri, il sistema di riconoscimento facciale che sembrava possibile solo nella finzione del film Minority Report. Attivi anche gli “ospedali” dei cellulari, ovvero laboratori attrezzati per estrarre dati da telefonini distrutti o di vecchia generazione.

Il prossimo futuro è Magneto, che si occuperà di rendere fruibili e accessibili i “big data” di tutta Europa e il D4Kit per intercettare i flussi dei bitcoin, la moneta digitale sempre più utilizzata dalla criminalità organizzata.

L’importanza della memoria collettiva

«Dobbiamo avere coscienza della nostra memoria collettiva – ha detto il Questore di Asti durante il suo saluto – e questo significa rendere onore a chi ha fatto bene e considerare il suo punto di arrivo come nostro punto di partenza per continuare a sviluppare il suo lavoro e consentire un passo ulteriore per la crescita di tutti».

Di particolare interesse l’intervento della giornalista Silvia Rosa Brusin, vice caporedattore del Tg scientifico Leonardo, che ha calato un “cold case” nel luogo che ha ospitato l’evento, ovvero il Museo Paleontologico. La Polizia Scientifica di oggi, con gli strumenti di cui è dotata, come risolverebbe la morte della balena Tersilla trovata a San Marzanotto e “deceduta” 3 milioni di anni fa?

Poi l’inaugurazione della mostra fotografica, ospitata nel chiostro dell’ex Michelerio che rimarrà aperta fino a sabato con orario di ingresso (libero) dalle 10 alle 18.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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