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Il ladro del cervello di D. Bosco chiede di uscire

E’ stata presentata ieri mattina, in tribunale ad Asti, la seconda richiesta di scarcerazione di Giacomo Cusenza, il piastrellista di Pinerolo arrestato per il furto della reliquia di Don Bosco dalla teca del Santuario del Colle

E’ stata presentata ieri mattina, in tribunale ad Asti, la seconda richiesta di scarcerazione di Giacomo Cusenza, il piastrellista di Pinerolo arrestato per il furto della reliquia di Don Bosco dalla teca del Santuario del Colle.

A presentarla è stato l’avvocato Giuseppe Beltramo di Alba che assiste l’indagato spostato pochi giorni fa dal carcere di Asti, dove era stato rinchiuso la sera stessa dell’arresto, a quello di Alessandria dove attenderà la scarcerazione e, se non dovesse arrivare, il processo a suo carico.

Alla prima richiesta il pm Laura Deodato si era opposta e il gip aveva ritenuto che dovesse rimanere ancora in carcere. Bisognerà aspettare una settimana circa per sapere cosa scaturirà da questa seconda istanza.

«Il mio assistito è profondamente pentito per quanto ha fatto – dichiara l’avvocato Beltramo – ha ribadito che si è trattato un furto d’impulso, che neppure lui riesce a spiegarsi. Quello che è certo è che non si è trattato di un affronto sacrilego a San Giovanni Bosco, bensì di un banale, se così si può definire, tentativo di guadagnare qualcosa dalla vendita del reliquiario che credeva prezioso. Cusenza versa in profonde difficoltà economiche».

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Daniela Peira

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