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Il testimone: «Ho gridato, Franco scappa!»

Angelo Benotto descrive gli ultimi secondi di vita del fotografo travolto e ucciso da un treno la scorsa settimana

“Per me non era un conoscente, era un amico. Forse qualcosa in più. Ci vedevamo tutti i giorni, più volte al giorno e quando è morto sotto il treno io ero lì con lui. Ho visto tutto. Sono ancora scosso. Sono fuori di testa. Per poco non mi veniva un infarto. Non esco di casa da tre giorni. E’ stato terribile”.

Con queste parole l’amico del cuore Angelo Benotto, uomo ecclettico, dai mille interessi e molto conosciuto a Villafranca, ha descritto il rapporto che lo legava a Franco Colonna, l’ex postino villafranchese, morto qualche giorno fa sotto un treno, nella stazione di Cambiano.

Non solo. Angelo Benotto ha raccontato anche gli ultimi minuti di vita di Franco e la ragione per cui in quel momento entrambi si trovavano alla stazione ferroviaria di Cambiano.

“Franco era un grande appassionato di fotografia – ha raccontato Angelo Benotto – e da quando è andato in pensione ha iniziato a fotografare, a cercare scorci di paesaggi, angoli suggestivi di paesi. Poi mi portava a vedere gli scatti affinché gli dessi un giudizio. Un giorno gli proposi di mettere a frutto questa sua passione non fotografando solo paesaggi ma tradizioni, feste, manifestazioni di tutta la Valtriversa. In questo modo avremmo potuto creare un vero archivio fotografico degli usi e dei costumi di tutta la zona. E così lui iniziò a fotografare ogni ricorrenza, ogni manifestazione, ogni festa – ha continuato Benotto – di tutta l’area legata al Triversa. Io le ho raccolte a casa mia”.

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Flavio Duretto

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