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Marenco torna libero per il crac da 3 miliardi

Imputato di bancarotta fraudolenta, i debiti derivano soprattutto dalle società internazionali di gas messe in piedi da Marenco che devono soldi a banche, creditori vari ed Erario

Il conto esatto ancora non è stato fatto, ma il crac del quale è imputato l’astigiano Marco Marenco sfiora i 3 miliardi di euro, uno dei più ingenti dai tempi della Parmalat. Imputato di bancarotta fraudolenta, i debiti derivano soprattutto dalle società internazionali di gas messe in piedi da Marenco che devono soldi a banche, creditori vari ed Erario.

La corposa inchiesta ha radice tutta astigiana, seppure si sia sviluppata in mezza Europa fino alla Russia, visto i contatti di affari che esistevano al momento della scoperta del maxi buco. Il pm Luciano Tarditi ha ricostruito, sia documentalmente, sia testimonialmente, i passaggi contabili che hanno individuato in Marenco il responsabile, secondo la pubblica accusa, di tali importanti ammanchi.

Quando è stato indagato ed è stata chiesta per lui la misura cautelare, Marenco viveva in Svizzera; Paese dal quale è stato estradato l’anno scorso per trascorrere alcuni mesi nel carcere di Asti e, ultimamente, gli ultimi quattro agli arresti domiciliari.

Nei giorni scorsi Marenco è tornato un “quasi” libero. Il gip, infatti, su parere favorevole del pm, gli ha concesso la scarcerazione con il solo obbligo di firma tre volte la settimana presso la caserma dei carabinieri di Asti.

Questo a seguito di parziali risarcimenti, di sequestri di beni per circa 70 milioni di euro e delle testimonianze che ha reso durante numerosi interrogatori volti a chiarire tutti gli affari delle sue società.

d.p.

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