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Morte di Cellarengo: oggi le prime risposte dall’autopsia

Il dottor Romanazzi, consulente incaricato del pm Masia, dovrebbe riferire se sono emerse gravi lesioni interne che possano essere la causa del decesso di Fabrizio Miglino

Primi esiti per orientare le indagini

Si avranno solo questa mattina, venerdì, le prime valutazioni del dottor Romanazzi, il medico legale incaricato dal pm Donatella Masia sulla causa del decesso di Fabrizio Miglino avvenuta sabato sera nel locale di Cellarengo.
L’incarico è stato affidato ieri mattina e l’esame autoptico è stato effettuato ieri pomeriggio nella sala mortuaria del cimitero di Asti; con il dottor Romanazzi era presente anche il dottor Gianluca Novellone, incaricato dall’avvocato Roberto Caranzano difensore di De Francesco.
Molto chiaro l’obiettivo dell’autopsia: la concitazione e il contatto fisico che i testimoni hanno riferito fosse avvenuto prima del malore di Miglino, hanno in qualche modo causato la sua morte?

Addosso nessun segno di ferita grave esterna

Il medico del 118 intervenuto a Cellarengo, pur rilevando qualche segno di colluttazione e qualche ferita, aveva escluso che potessero essere stati la causa del decesso, trattandosi di segni superficiali.
Ma non poteva escludere che fossero invece presenti lesioni interne talmente gravi da provocare l’arresto cardiaco.
Una domanda alla quale l’esame autoptico potrà dare risposta in attesa degli esiti degli esami tossicologici ed istologici.
Non ancora decisa la data dei funerali, ma la Procura aveva in animo di rilasciare il nullaosta non appena il medico legale avesse concluso il suo esame.

L’accusa è di omicidio preterintenzionale

Per Stefano De Francesco, arrestato la sera stessa di sabato, l’accusa più grave, allo stato, è proprio quella di omicidio preterintenzionale che, alla luce dell’autopsia potrebbe anche virare in un altro tipo di reato: quello della morte come conseguenza di un altro delitto (in questo caso le percosse).
Ma quello di omicidio non è l’unico reato di cui deve rispondere De Francesco. A lui è contestata la violenza e la resistenza contro i carabinieri intervenuti per bloccarlo e, nei confronti di uno di essi, un maresciallo della stazione Carabinieri di Villanova, c’è anche l’accusa di lesioni personali, visto che lo ha trascinato con sè verso la vetrata rotta provocandogli un lungo taglio al braccio sinistro e alla mano.
Nel conto finiscono anche i danni arrecati al ristorante pizzeria: la vetrata sfondata dal vaso di fiori e il registratore di cassa colpito più volte con una sedia.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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