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Morte di Edo: chiesti 15 mesi per l’automobilista accusato di aver provocato l’incidente

La sentenza a novembre. Il tragico incidente a Castell'Alfero 4 anni fa. Per la difesa, la colpa è dell'autista del bus che non ha rispettato le distanze

Processo alle battute finali

E’ alle battute finali, anche se si dovrà attendere ancora fino al 6 novembre per avere la sentenza, il processo che vede imputato Carlo Pupione, l’automobilista accusato di aver provocato “l’inchiodata” dell’autobus di linea dietro il quale viaggiava, in moto, Edoardo Civitate, 17 anni di Montiglio. Il ragazzo, a sua volta, si è visto costretto a frenare bruscamente per evitare l’impatto con il bus ma nel farlo la moto è scivolata sull’asfalto e lui, sbalzato, è finito sotto le ruote di un altro autobus di linea che stava sopraggiungendo sull’altra carreggiata. Il tutto avvenne esattamente quattro anni fa sul rettilineo di Castell’Alfero.

Ieri, in aula, si è tenuta la discussione, sotto l’attenzione vigile della famiglia di Edo che non ha perso un’udienza e che ha già concluso la causa civile per la drammatica perdita di Edo.

Per il pm è colpevole

Il pm, al termine di una breve requisitoria, ha chiesto la condanna ad 1 anno e 3 mesi per l’automobilista, ritenendolo colpevole di aver fatto prima una immissione sulla ex statale senza dare la precedenza all’autobus che stava sopraggiungendo e poi svoltando repentinamente a destra, senza freccia, costringendo il bus che lo seguiva a fare la brusca frenata dalla quale è scaturito l’incidente mortale della moto che lo seguiva.

Per la difesa la colpa è dell’autista dell’autobus

Di diverso avviso la difesa, sostenuta dall’avvocato Mirate, che invece ha chiesto la piena assoluzione del suo assistito. Assoluzione per la mancata precedenza, visto che lo stesso autista del bus ha ammesso di non aver dovuto frenare quando la Saxo bianco si è immessa sull’ex statale davanti al suo mezzo e sia per la svolta repentina, visto che non vi è certezza che non avesse messo la freccia nè che l’abbia fatta improvvisamente. Semmai, ha concluso la difesa, è l’autista dell’autobus che non ha mantenuto la distanza di sicurezza dalla Saxo.

A novembre la sentenza del giudice Di Naro.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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