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Omicidio Di Gianni: i cugini Catarisano e Commisso condannati a 19 anni

Finisce così il lungo e sofferto processo di primo grado ad Asti. Catarisano, presente come detenuto dopo l'arresto nell'Operazione Barbarossa, grida la sua innocenza alla lettura della sentenza

Omicidio Di Gianni: poco fa la sentenza

Sono stati condannati a 19 anni di reclusione i cugini Ferdinando Catarisano e Ivan Commisso sotto processo per l’omicidio di Luigi Di Gianni, il titolare di night meglio conosciuto come “Gino di Foggia” ucciso a colpi di fucile sotto la sua abitazione di Isola nel gennaio del 2013.

Si è chiuso così, in primo grado, un lungo e soffertissimo processo in rito abbreviato condotto dal Gup Giannone durato oltre 2 anni. Il castello accusatorio sostenuto dal pm Boschetto era basato soprattutto sulle intercettazioni telefoniche ed ambientali che avevano seguito l’efferato omicidio dal sapore dell’esecuzione.

La lunga battaglia legale sulle intercettazioni

E proprio sulla traduzione e trascrizione di queste intercettazioni si era consumata una vera e propria battaglia legale condotta dagli avvocati difensori Aldo Mirate con i colleghi Gatti e Repetto. Che fosse uno snodo importante, quello delle intercettazioni,  è stato confermato anche dall’insolita nomina di due periti, fatta dal gup Giannone, non sicuro di avere sufficienti elementi per giudicare.

Dopo l’ennesimo rinvio della sentenza, stamattina, mercoledì, è arrivata la sentenza: a fronte dei 18 anni chiesti dal pm per Ferdinando Catarisano e dei 20 chiesti per Commisso (il secondo ritenuto l’autore materiale dello sparo e il primo il mandante e colui che ha portato sul luogo Commisso e lo ha “recuperato” dopo la sparatoria) il gup Giannone ha inflitto la stessa pena di 19 anni ad entrambi.

Il peso del recente arresto di Catarisano nell’Operazione Barbarossa

Anche se non ne è stata ammessa l’acquisizione negli atti del fascicolo processuale, un suo peso l’ha avuto l’ordinanza di carcerazione di Catarisano nell’ambito della recentissima operazione Barbarossa sull’infiltrazione ‘ndranghetista fra Costigliole ed Asti.

Catarisano, alla lettura della sentenza, ha gridato la sua innocenza; il cugino Commisso non era presente.

Lacrime alla lettura della sentenza

Tante la lacrime fuori dall’aula: quelle della madre e della moglie di Ferdinando e quelle della moglie e della figlia di Di Gianni costituitesi parte civile e rappresentate dall’avvocato Ferruccio Rattazzi.

Con un momento di tensione ancora davanti al Gup Giannone: «Catarisano si è girato verso di noi e ci ha detto “Siete contente adesso?” – ha raccontato la vedova – Ma come si permette ancora di sfidarci dopo tutto quello che ha fatto alla nostra famiglia».

«Ci sono voluti 5 anni, ma alla fine giustizia è stata fatta – ha detto fra le lacrime la vedova, Angela – Non potrò mai ringraziare abbastanza il pm Boschetto e tutti quelli che hanno lavorato a questa indagine».

Di diverso tenore la dichiarazione dell’avvocato Mirate: «E’ una sentenza che ci sgomenta – ha detto – ricorreremo sicuramente in Appello».

Nella sentenza è previsto anche il risarcimento danni alle due donne: 150 mila euro ad Angela, 50 mila euro alla figlia Andrea (nelal foto) e 20 mila euro ai fratelli di Di Gianni.

Daniela Peira

 

d.peira@lanuovaprovincia.it

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