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Per la bancarotta da 3 miliardi e mezzo Marenco chiede di rimanere fuori dal carcere

All'ex "re del gas" astigiano notificato il patteggiamento a 5 anni diventato definitivo

Bancarotta seconda solo a quella della Parmalat

E’ stato notificato dalla Guardia di Finanza di Torino l’ordine di carcerazione a carico di Marco Marenco, l’imprenditore astigiano di 63 anni, ex “re del gas” che a dicembre del 2016 ha patteggiato 5 anni per il reato di bancarotta fraudolenta.

L’epilogo di un’inchiesta partita e condotta dal sostituto procuratore di Asti, Luciano Tarditi, con un “conto finale” di oltre 3 miliardi e mezzo di euro di “buco” societario nell’impero di Marenco e la distrazione di poco meno di 1 miliardo di euro. In Italia, il crac Marenco è secondo solo a quello della Parmalat.

Non può dirigere imprese per 10 anni

Avendo però già scontato 1 anno, 5 mesi e 12 giorni fra il carcere svizzero  e quello astigiano di Quarto, l’esecuzione dei restanti 3 anni e mezzo è sospesa in attesa dell’esito della domanda che hanno presentato i suoi legali per la concessione di misure alternative alla detenzione in carcere.

Marenco, anche se otterrà la sospensione della carcerazione, non può sfuggire alle severe pene accessorie presenti nel patteggiamento: inabilitazione dell’esercizio di un’impresa commerciale per 10 anni, incapacità di esecitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa sempre per 10 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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