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Polemica sulla Questura dopo la trasmissione tv

I sindacati: «Siamo indignati da quanto visto e vogliamo tutelare l’operato dei poliziotti astigiani»

L’episodio di presunta violenza sessuale che si sarebbe verificato ai danni di una donna di 30 anni, la scorsa settimana, all’interno di uno scantinato del condominio al civico 132 di corso Casale, è stato argomento anche della trasmissione televisiva “Quinta colonna” di Rete 4 (qui il link della trasmissione). Proprio in merito al servizio trasmesso interviene con una nota il sindacato di polizia UGL-FSP.

«Siamo indignati da quanto visto e vogliamo tutelare l’operato dei poliziotti astigiani che, con tutte le difficoltà alle quali sono soggetti tutti i giorni, danno il massimo per adempiere ai propri doveri istituzionali, sopperendo con il proprio spirito di dovere e sacrificio alle mancanze di un’amministrazione sorda alle nostre continue grida di allarme. Sordità a tutti i livelli, sia istituzionali sia politici, che hanno di fatto trascurato il problema per troppo tempo – scrive il sindacato – Alla domanda fatta da un ospite in studio, “Esiste una Questura ad Asti?”, noi con orgoglio rispondiamo che “sì, esiste” e garantisce la sicurezza dei cittadini, nonostante tutte le difficoltà che ha e le poche risorse di cui dispone». «Vogliamo rassicurare gli Astigiani che tutti i poliziotti di questa città ogni giorno vigilano sulla loro sicurezza, facendo in modo encomiabile il loro lavoro», aggiunge il sindacato di polizia.

«Vivo in questo palazzo da due mesi»

All’interno del servizio televisivo, l’intervista al giovane tunisino che era stato arrestato dalla polizia per sequestro e poi rimesso in libertà all’udienza di convalida. «Vivo in questo palazzo da meno di due mesi, sono appena stato scarcerato dopo due anni di reclusione», racconta il giovane, ribadendo le parole espresse al giudice, secondo cui la donna non era segregata in quello scantinato. 

«È vero siamo andati a casa sua; c’è stata una lite e si è presa uno schiaffo, ma io sono subito intervenuto per difenderla – dice di fronte alle telecamere di “Quinta colonna”, non nascondendo di non essere in possesso del permesso di soggiorno – Non era qui contro la sua volontà».

Denunce della polizia per la violazione dei sigilli da parte di due marocchini

Intanto, nei giorni successivi agli arresti da parte della Squadra mobile (confermato dal Gip il carcere per il presunto violentatore, che si è difeso dicendo che «non c’è stata nessuna violenza»), i sigilli posti al sottoscala del civico 132, occupato abusivamente e trasformato in un alloggio con divano, letto e mobili di fortuna, sono stati ripetutamente violati. In occasione dell’avvicinarsi delle festività natalizie e di fine anno, l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio per la prevenzione dei reati contro il patrimonio da parte della polizia ha riguardato nello scorso weekend in particolare la zona est della città. Sono stati effettuati diversi posti di controllo, che hanno portato all’identificazione di 149 persone, al controllo di 75 autovetture e alla verifica della posizione di 35 persone sottoposte ad obblighi.

Proprio nel sottoscala di corso Casale sono stati individuati due marocchini con precedenti per reati contro il patrimonio. I due, dopo aver rimosso i sigilli posti dal personale della Questura, si erano introdotti in quel locale. Gli agenti hanno provveduto ad una perquisizione, un iPhone di ultima generazione che la polizia ritiene di presunta natura furtiva, in quanto in blocco e privo di scheda Sim. Lo smartphone è stato sottoposto a sequestro e i due giovani marocchini denunciati per violazione dei sigilli e ricettazione. Nell’ambito dello stesso servizio, altri due stranieri di nazionalità maghrebina sono stati identificati e scoperti irregolari sul territorio nazionale: nei loro confronti sta procedendo il personale dell’Ufficio Immigrazione per le pratiche di espulsione dall’Italia.

Marta Martiner Testa

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