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Polso fratturato nella porta del bus affollato

Una studentessa del Giobert ha ottenuto dal giudice un risarcimento di 10 mila euro a carico dell'Asp. Stava tornando da scuola sul mezzo super affollato quando la porta si è aperta di scatto. Nella stessa mattinata era già successo ad un'altra studentessa il cui piede era rimasto incastrato

Polso fratturato nella porta difettosa del bus: risarcita una studentessa

Polso fratturato e una studentessa che finisce al Pronto Soccorso dopo essere scesa dal bus. Un bruttissimo rientro da scuola è stato risarcito con una sentenza che impone all’Asp, l’azienda di servizi di trasporto della città di Asti, il pagamento di circa 10 mila euro alla ragazzina.
Proprio lei, una ragazza iscritta all’Istituto Giobert, ha riportato la frattura di un polso a causa del cattivo funzionamento di una porta di entrata dell’autobus.
Ma anche a causa di una situazione di sovraffollamento di quella linea che l’ha costretta a restare sul predellino “d’entrata” esponendosi al rischio di farsi male, così come è accaduto.

Di ritorno da scuola

Il fatto risale a tre anni fa, quasi alla fine dell’anno scolastico.
Il 27 maggio del 2015, la ragazzina e la sorella hanno preso l’autobus, come di consueto, per fare ritorno nel loro quartiere in via Madre Teresa di Calcutta.
Linee molto affollate, quelle all’uscita delle scuole e le due ragazze sono riuscite a malapena a salire dalla porta corretta ma non sono riuscite ad andare oltre, rimanendo pigiate a filo del predellino.
Dopo qualche fermata, all’altezza della scuola San Domenico Savio, la porta si è aperta di scatto, con violenza, senza dare tempo alla ragazza di togliere la mano appoggiata per non perdere l’equilibrio. La mano è rimasta schiacciata e quella che all’inizio sembrava solo una brutta contusione, si è subito rivelata qualcosa di più grave, a giudicare dal grande dolore provato dalla ragazza. La quale, comunque, ha raccontato di non essere riuscita a far fermare l’autista e a muoversi da dove si trovasse tanta era la calca.
La sorella, nel frattempo, ha avvertito il loro padre che le ha attese alla fermata dell’autobus e ha portato la figlia ferita al Pronto Soccorso dove le è stata riscontrata una frattura al polso.

Il giudice stabilisce il risarcimento

Dopo un primo tentativo andato vano di farsi riconoscere il danno direttamente all’Asp, la ragazzina con il padre ha sporto denuncia e intentato causa civile assistiti dall’avvocato Luigi Florio.
Nel corso dell’indagine, è emerso da alcune testimonianze, che quello stesso autobus, nella stessa giornata, aveva già dato grossi problemi alle aperture delle porte e un’altra studentessa, in mattinata, aveva vissuto lo stesso incidente, anche se a rimanere incastrato, in quel caso, fu il piede. Sempre nella stessa porta con l’apertura difettosa.
E, anche in quel caso, non poteva trovare posto altrove se non lì a causa del sovraffollamento della corsa.

Ha dovuto dimostrare di non essere una “portoghese”

Fra le cose che la ragazzina ha dovuto dimostrare, per ottenere il risarcimento, anche il fatto di trovarsi regolarmente sull’autobus, esibendo l’abbonamento in corso di validità.
Al termine della causa, acquisiti anche tutti gli atti della cartella medica ed ortopedica, il giudice civile ha disposto un risarcimento di circa 10 mila euro da liquidare alla ragazzina per l’incidente.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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