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Quattro arresti per il tentativo di omicidio con la ricina

L'indagine avviata dalla Procura di Asti. Gravitavano tutti intorno a CasaPound di Torino. Volevano sbarazzarsi dei rivali in amore

Questa mattina

Ha trovato conclusione stamattina, con quattro arrestati (di età fra i 20 e i 24 anni), un’indagine molto delicata partita dalla Procura di Asti alla fine di dicembre scorso. Una storia che sembra avere quasi profili da film di spionaggio se non fosse che due uomini hanno seriamente rischiato di morire a causa del potente veleno estratto dai semi di ricino.

Tutto è nato e si è sviluppato, hanno riferito oggi gli inquirenti nel corso di una conferenza stampa, nell’ambito di militanti di CasaPound Torino.

Piano criminale contro i rivali in amore

Due di questi si erano invaghiti di due ragazze le quali, però, non ricambiavano le loro attenzioni; al contrario si erano fidanzate con altri due giovani, scatenando una profonda ira negli spasimanti respinti. Da questo sentimento di forte rancore sarebbe germogliato il piano criminale di avvelenare i fidanzati delle due giovani donne di cui erano innamorati.

Un piano che ha messo in sequenza una serie di azioni molto precise monitorate e documentate dalla Procura di Torino cui è approdato il caso: avevano tentato di comprare una pistola clandestina da stampare in modalità 3D, avevano comprato tutte le apparecchiature necessarie a realizzare un laboratorio clandestino per estrarre i semi di ricino, approfittando anche del fatto che uno degli arrestati è un chimico di professione. E pure un chimico bravo, visto che era riuscito a sintetizzare la molecola di ricina in purezza che volevano usare per uccidere i due rivali in amore.

Primo tentativo andato male

Un primo tentativo era già stato fatto agli inizio di novembre, nel corso di una festa di CasaPound, il Bloccoparty 2018 al circolo Asso di Bastoni di via Cellini. In quell’occasione avevano versato una dose di ricina dentro un bicchiere di vodka offerto ad uno dei due rivali. Ma, a causa della mancata diluizione della ricina nell’alcool, la dose si era depositata sul fondo e solo una piccola parte era finita nello stomaco del malcapitato che, comunque, anche a distanza di giorni, era stato colpito da violentissimi dolori allo stomaco e attacchi di vomito.

La ricina doveva essere sparata da un’arma giocattolo

Il secondo tentativo doveva essere affidato alle ignare mani di un ragazzino cui avrebbero chiesto di sparare (ufficialmente per scherzo) un proiettile finto da una pistola giocattolo verso le vittime predestinate; pistola giocattolo caricata invece con colpi contenenti la ricina.

Ma il piano è sfumato quando, poco prima di Natale, la Procura di Asti aveva disposto il sequestro nel laboratorio clandestino di Bra di alcuni contenitori con sostanze liquide e solide utilizzate per l’estrazione della ricina dai semi.

Riallacciando la rete di contatti e frequentazioni del chimico, è emerso il collegamento fra i quattro e le intercettazioni hanno fatto emergere il piano criminale.

Accuse gravissime

Pesantissimi i reati di cui dovranno rispondere i quattro arrestati: tentato omicidio aggravato e continuato, tentata fabbricazione di arma da fuoco clandestina e, soprattutto, produzione e detenzione di aggressivo chimico del tipo ricina. Una sostanza così pericolosa, per intenderci, che era stata trovava nei laboratori sotterranei di Baghdad nell’arsenale chimico di Saddam. Gli arresti, stamattina, sono stati eseguiti dal Reparto del Ros dei Carabinieri di Torino.

 

d.peira@lanuovaprovincia.it

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