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Rivolta dei profughi all’ex Seminario: poco fa è stata risolta con l’allontanamento di dieci stranieri

Una lunga giornata di protesta dentro e fuori dalla struttura. Lamentano niente acqua calda nè riscaldamento da giorni, problemi sul cibo, sulle regole e sul pocket money

Una lunga giornata di trattative

E’ terminata solo poco fa la lunga giornata di Prefettura, Digos e Volanti impegnati nel sedare la forte protesta (qui il video) di un gruppo di richiedenti asilo ospitati nel centro di accoglienza realizzato all’interno dell’ex Seminario di piazza Catena.

Un gruppo è stato portato altrove

La pace (relativa) è tornata dopo che il vice prefetto vicario, dottor Raffaele Sirico insieme al dirigente della Digos, Domenico Papa (al suo ultimo giorno in servizio alla Questura di Asti) ha disposto che il gruppo di stranieri più agitati venisse allontanato dal centro. Si tratta di una decina di profughi suddivisi in numerosi altri centri di accoglienza della provincia di Asti a sottogruppi di due o tre.

Sul marciapiede che costeggia l’ex seminario sono rimasti ancora alcuni frammenti del vetro rotto questa mattina, venerdì, quando la protesta ha raggiunto il suo culmine.

Tensioni che durano da giorni

In realtà è da diversi giorni che l’atmosfera all’interno del centro, gestito dalla cooperativa Sanitalia, era piuttosto tesa. Tanti i malumori che correvano fra la quarantina di richiedenti asilo ospitati.

I motivi della protesta

Sono stati loro stessi, durante la protesta con tanto di cartelli, a spiegare le ragioni della loro rabbia: mancanza di acqua calda sanitaria da molti giorni, camerate senza riscaldamento, regole interne rigidissime che, a loro dire, danneggerebbero soprattutto coloro che sono impegnati in borse lavoro e che dunque non possono rispettare gli orari imposti. E poi la qualità e la quantità del cibo e la contestazione della gestione del pocket money nei confronti di chi lavora.

Ieri sera le prime avvisaglie

Già ieri, per tutta la serata, due equipaggi di Volante e uno dei carabinieri sono intervenuti e sono stati lì a lungo per mediare i primi animi esagitati e nei giorni scorsi si erano intensificate le richieste di intervento delle forze dell’ordine da parte degli operatori che gestiscono la struttura contro i quali si sono scagliate le proteste dei profughi.

Strada bloccata

Stamattina un nutrito gruppo di stranieri ha deciso di scendere in strada, o meglio in piazza, con tanto di cartelli e slogan di protesta, bloccando la circolazione in quel tratto di via costringendo ad un intervento in massa di Polizia e carabinieri.

La loro richiesta era di risolvere i problemi più immediati e di veder sostituita la responsabile del centro.

Un primo momento di mediazione ha visto anche scendere in campo il vicesindaco Marcello Coppo che è riuscito ad ottenere che gli stranieri sgomberassero la strada che è stata riaperta al traffico. Ma la rabbia non si è placata e la mediazione è andata avanti ancora per tutta la giornata.

«Con l’allontanamento del gruppo di dimostranti più agitati abbiamo riportato la situazione alla calma – ha commentato il vice prefetto dottor Raffaele Sirico – Abbiamo preso nota di tutti i problemi che sono stati posti dai richiedenti e, nei prossimi giorni, faremo le opportune verifiche».

d.peira@lanuovaprovincia.it

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