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Rivolta profughi all’ex seminario: altri quattro allontanamenti e le repliche della cooperativa

Salgono a 12 gli stranieri redistribuiti in altre strutture fra venerdì e oggi. La Sanitalia replica punto per punto alle accuse degli ospiti

Oggi ne sono stati spostati altri quattro

Ancora conseguenze per la rivolta dei profughi ospitati nel centro di accoglienza all’ex Seminario di Asti che venerdì scorso hanno bloccato la circolazione in uno dei lati di piazza Catena per protesta.

Dopo il primo allontanamento di una decina di loro avvenuta la sera stessa, dopo una lunga giornata di mediazione da parte della Digos e del vice prefetto Raffaele Sirico, nella giornata di oggi è stato disposto un secondo allontamento di altri quattro stranieri, così come comunicato direttamente dalla cooperativa Sanitalia che li ha in gestione.

Gli stranieri hanno giustificato la burrascosa presa di posizione con una serie di motivazioni: assenza di acqua calda per lavarsi e di riscaldamento delle camere oltre che critiche alla qualità e quantità di cibo servito, regole troppo rigide (tanto da chiedere la sostituzione della responsabile del centro) e critiche sulla gestione del pocket money non più elargito a coloro che hanno borse di lavoro e guadagnano più di 300 euro al mese.

La versione di Sanitalia

Su questa motivazioni interviene la cooperativa Sanitalia per replicare punto per punto a quanto riferito dagli stranieri durante la protesta alle forze dell’ordine.

«Su temperatura e acqua calda assicuriamo che è garantita una temperatura degli ambienti tra i 19 e i 21 gradi mentre, con riferimento all’acqua calda, la stessa è sempre stata presente in struttura e laddove sia mancata, per cause non dipendenti dalla cooperativa, la stessa ha provveduto ad attivare tutti gli strumenti in suo possesso sia per il ripristino che per permettere agli ospiti di usufruire del servizio doccia».

Pocket money

Queste invece le repliche sulla gestione del pocket money: «Viene erogato sempre e puntualmente ai richiedenti asilo che non lavorano o che hanno borse lavoro inferiore a 300 euro da loro stessi firmato per ricevuto ed avvenuta erogazione. E’ una regola della Prefettura data dal Ministero e, qualora l’ospite sia assente dal centro di accoglienza, anche per brevi periodi, viene scalato. La nostra struttura eroga il pocket money ogni 15 giorni anzichè una volta al mese e questo ha sempre garantito un buon equilibrio tra gli ospiti».

Cibo e menù

«Si garantiscono vivande e derrate alimentari di livello medio alto con gli stessi fornitori della cooperativa per le strutture che gestisce in Piemonte e in altre regioni, garantendo lo stesso livello qualitativo e di scelta dei prodotti. Si garantiscono anche molteplici menù etnici per accontantera anche le minoranze pur non essendo obbligatorio nè indicato nel contratto di appalto».

Rigidità delle regole

«Sono regole ben precise imposte dalla Prefettura e, in merito alla protesta per la mancanza di un cuoco, ricordiamo che la cooperativa aveva assunto una cuoca come miglioria pur non prevista nella dotazione di personale richiesta dal bando. Oggi la stessa è in maternità e non sarà sostituita anche in considerazione del fatto che gli invii dei cittadini richiedenti asilo sono diminuiti e il numero di ospiti presenti è di gran lunga inferiore a quello aggiudicato in fase di gara».

 

d.peira@lanuovaprovincia.it

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