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Scippo mortale: in libertà la ragazzina accusata di aver spinto a terra la pensionata

Lo ha deciso il Tribunale dei Minorenni di Torino. Con lei anche un coetaneo implicato negli scippi. Presto andranno in comunità

In via Prandone nell’aprile dell’anno scorso

Doveva essere un’udienza che si sarebbe dovuta concludere con la sentenza, invece quella di lunedì  al Tribunale dei Minori di Torino, ha segnato l’inizio di un percorso di ravvedimento da parte dei due minorenni, un ragazzo e una ragazza, implicati nell’indagine sulla serie di scippi e rapine in batteria culminati, a fine aprile dello scorso anno, con la morte di una pensionata di 78 anni in via Prandone.
L‘anziana era da sola quando è stata avvicinata da due giovani donne (una di 20 anni, Hind Smerjel, detta “India” e una di appena 17 anni, E. B.).

Puntavano alla borsetta di una donna di 78 anni

Puntavano alla borsetta rossa dell’ignara pensionata, che conteneva pochi euro; dopo averla avvicinata appena girato l’angolo da corso Alfieri, nella via ormai poco trafficata dopo lo spostamento dell’ex ospedale, l’hanno avvicinata e hanno strappato la borsetta. La sua resistenza per difendere i pochi averi le è costata cara: una delle due donne (che la minorenne indica in India) le ha sferrato un violento pugno in faccia facendola cadere a terra. Nella caduta ha battuto la testa e il trauma cranico l’ha portata ad un’agonia durata dieci giorni prima del decesso.

Il gruppo di scippatori e rapinatori

Ma le due giovani donne, avrebbero poi accertato le indagini, non lavoravano da sole: facevano parte di una banda che aveva base in un alloggio in corso Alfieri e da lì agivano per compiere scippi e rapine in serie. Le due ragazze si prostituivano anche, in quello stesso alloggio, per acquistare droga.
Del gruppo, E. B e S. B., coetaneo, sono stati giudicati dal Tribunale dei minori: la prima per concorso in omicidio preterintenzionale, il secondo per rapine.

Scarcerati i due minorenni in attesa di comunità

Nell’udienza di lunedì, dove i due, presenti, erano difesi dagli avvocati Marco Dapino e Gianluca Bona, è stata disposta dal giudice la loro scarcerazione che avverrà nel giro di qualche giorno appena le due comunità cui sono destinati avranno disponibilità di posti.
E’ stata disposta anche la discussione del rito abbreviato perchè i ragazzi hanno chiesto la messa in prova per dimostrare il loro pentimento e la consapevolezza di aver compreso quanto compiuto.
Se anche gli assistenti sociali che li stanno seguendo daranno parere positivo, questo avrà anche un riverbero benevolo nella definizione della pena finale. L’udienza riprenderà il 13 maggio.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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