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Scomparsa di Federica, 17 anni dopo spuntano riscatti e false telefonate

Particolari inediti sulla modella che sparì dalla casa di Chiusano nel settembre del 2001. Ne parla il padre Francesco insieme ad altri parenti.

Scomparsa di Federica Farinella dalla sua casa di Chiusano

Scomparsa di Federica Farinella: diciassette anni di silenzio, diciassette anni di ricerca, diciassette anni di speranza quelli vissuti dalla famiglia della  giovane donna di 27 anni scomparsa nel nulla dalla seconda casa di Chiusano.
Una storia di attesa e di speranza che adesso anche mezza Italia condivide, grazie alla puntata di “Scomparsi”, su Sky dedicata a lei e andata in onda mercoledì  in prima tv, in replica in questi giorni.
Ad intervistare il padre Francesco, zii, cugine e uno dei carabinieri che investigò nell’immediatezza, è stato Pietro Orlandi, fratello di un’altra “scomparsa” tristemente celebre in Italia, Emanuela Orlandi.
Un racconto, quello fatto dalla famiglia Farinella, che ha riservato colpi di scena mai trapelati prima e anche pesanti accuse alla madre di Federica.

Cosa accadde quel 2 settembre 2001

Federica si volatilizzò nel giro di pochissimi minuti dal cortile della seconda casa della famiglia a Chiusano. Con tutti vicini che stavano apparecchiando per mangiare in giardino.
Era il 2 settembre del 2001.
Lei, dopo aver scambiato qualche battuta con lo zio Pietro, sparì. Indossava canottiera, shorts, infradito e aveva lasciato in camera le sigarette (dalle quali non si separava mai essendo accanita fumatrice), soldi, documenti.

La richiesta di riscatto

«Io fin da subito credetti ad un rapimento – ha detto il padre Francesco, anche presidente dell’Associazione Penelope che si occupa di scomparsi e che si costituì parte civile al processo Ceste – Qualcuno con il quale aveva un appuntamento in strada a noi nascosto che la portò via».
Questa ipotesi sembrò prendere corpo qualche settimana dopo quando, come ha ancora raccontato Francesco Farinella, ricevette una telefonata in cui gli chiesero 30 milioni di lire per riavere sua figlia facendole anche sentire, in lontananza, una voce di donna che gridava “aiutami papà”. «Non ce l’avevo quella cifra e trattai fino a 3 milioni. Accettarono, stabilimmo un luogo per la consegna, avvertii i carabinieri che segnarono le banconote e si appostarono, ma non si presentò nessuno».

Lo scherzo telefonico

Passarono altre settimane, poi, nel cuore della notte, la telefonata in cui un uomo si presentava come poliziotto e diceva al padre di andare a riprendersi Federica, perchè l’avevano trovata a Certosa, in provincia di Pavia. «Partimmo in 5 o 6 macchine in convoglio, tutta la famiglia e gli amici – ricorda la cugina Angelica – ma a metà strada ci avvertirono che si era trattata di una falsa segnalazione».

Sognava di diventare famosa

Federica era una bellissima ragazza che fin da bambina accarezzava il sogno di diventare famosa come attrice o presentatrice tv. «Era l’epoca in cui spopolavano le “veline” – ricorda il padre – e lei voleva diventare una di loro». Una carriera che il padre, consulente di assicurazioni, pur non approvando, sostiene. Federica aveva il fisico dell’indossatrice e aveva sfilato in diverse occasioni, aveva partecipato a numerosi concorsi di bellezza, aveva fatto una “comparsata” in un film. Aveva anche strappato al padre il consenso per frequentare un corso di recitazione a Roma, durato un anno.
«Ma la Federica tornata da quell’esperienza non era più la stessa che era partita – ricorda ancora la cugina – era gonfia, invecchiata, beveva più del dovuto, fumava in continuazione, era caduta in depressione».
Uno stato d’animo che gli zii e il padre avevano cercato di alleviare trovandole dei lavori come impiegata e cassiera, che lei abbandonava dopo pochi giorni. «Si era resa conto che non sarebbe diventata una stella dello spettacolo, quell’anno a Roma l’aveva messa di fronte ai compromessi di quel mondo, ma non riusciva neppure ad accettare un futuro diverso».

Il ruolo della madre

Non usano mezze parole, nello speciale dedicato alla scomparsa di Federica, nei confronti della madre Gabriella.
«Era lei che fin da piccola le diceva che sarebbe diventata una celebrità, lei che le organizzava la partecipazione a concorsi di bellezza, lei che l’aveva fatta crescere con la mentalità dello show business» dice ancora lo zio Pietro. Tanto che, dopo il ritorno da Roma, è ancora lei a convincerla a tentare altre strade per la fama «convincendola a fare la ragazza immagine per locali notturni torinesi» rivela il padre Francesco.
Depressione, scoraggiamento, frequentazioni notturne sbagliate: in quale di queste componenti cercare la causa della scomparsa di Federica?
La trasmissione si chiude con un appello diretto e il padre commuove: «Oggi mi manca più di prima, forse perchè sto invecchiando e mi restano sempre meno anni di speranza di ritrovarla».

Daniela Peira

d.peira@lanuovaprovincia.it

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