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SOS Donna: da domani on line la rete che aiuta le donne maltrattate

Un portale web che contiene tutti i numeri di riferimento ma anche i percorsi e i servizi offerti a chi vuole sfuggire dalla spirale di violenza domestica

L’Asti migliore

Tutta l’Asti che aiuta, sostiene, segue, protegge le donne vittime di violenza si ritroverà, dall’8 marzo, in un portale: SOS Donna, all’indirizzo www.sos-donna.it.
E’ infatti finalmente giunto al termine il lungo lavoro dell’Associazione Agar con un gruppo di allieve del Liceo di Scienze Umane del Monti nell’ambito dell’alternanza lavoro in collaborazione con tutte le associazioni e istituzioni che, a vario titolo, si occupano di prendere in carico la violenza sulle donne per aiutare le vittime ad uscire da un tunnel che spesso coinvolge anche figli piccoli.

Non esenti dai femminicidi

Una provincia, quella astigiana, che le cronache non risparmiano quando si tratta di dare notizie di maltrattamenti e, peggio, di femminicidi.
Ma è anche una provincia che ha saputo coltivare in seno una fitta ed efficiente rete di servizi per prevenire i femminicidi e per aiutare le donne vittime di violenza a ritrovare la serenità.

Tutto ciò che serve in un unico posto

Il portale web di Sos Donna, realizzato e gestito da Web-Media, è nato proprio con lo scopo di racchiudere in un unico luogo virtuale tutte le informazioni, i numeri di telefono di recapito, i servizi e i percorsi offerti alle vittime che decidano finalmente di staccarsi da una relazione violenta. Ieri pomeriggio, nella Sala Tovo della Provincia, è stato presentato il portale che sarà attivo a partire da oggi, 8 marzo e che ha ottenuto il finanziamento di Regione Piemonte e Anci.

Come è strutturato

Conterrà diverse sezioni di pubblica utilità, con i numeri da chiamare in caso di emergenza. E poi i servizi offerti dal Centro Antiviolenza L’Orecchio di Venere, dall’Asl, i percorsi previsti per chi si rivolge alle forze dell’ordine, gli strumenti messi a disposizione dalla Regione Piemonte, i percorsi per le straniere, i servizi socio assistenziali.
E poi ancora una sezione, curata sempre da Laura e Silvana Nosenzo, dedicata alla cultura della prevenzione della violenza domestica, con una raccolta di storie di donne che sono uscite dalla spirale dell’oppressione, la rassegna stampa degli articoli che parlano di casi astigiani, la presenza della donna nella storia del Novecento.
Un luogo virtuale nato per le donne che si trovano in una situazione di “prigione” casalinga, ma molto utile anche a chi può contare su una vita più serena ma non per questo deve sentirsi esonerata dalla denuncia del fenomeno. Spesso, come hanno ricordato alcune studentesse che hanno lavorato al progetto, è molto difficile denunciare la violenza e dunque a farlo può essere anche qualcuno che gravita intorno alla famiglia. A volte una segnalazione può salvare una vita.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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