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Asti, primo weekend di visite per la mostra di Chagall

L'esposizione propone oltre 150 opere realizzate dal noto artista tra il 1925 e il 1985, compresi alcuni capolavori provenienti da importanti collezioni private

Aperta la mostra “Chagall. Colore e magia”

Primo weekend di apertura, a Palazzo Mazzetti, della mostra “Chagall. Colore e magia”, visitabile da ieri (giovedì) fino al 3 febbraio 2019.
Presentata in anteprima alla stampa e inaugurata dalle autorità locali mercoledì, propone, al piano terreno del palazzo, un’interessante selezione di oltre 150 opere divise in sette sezioni – tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni – che indagano il mondo elegante e utopistico del pittore franco – bielorusso Marc Chagall (1887 – 1985), tra i protagonisti dell’arte del XX secolo.
Realizzata da Fondazione Asti Musei, Fondazione CrAsti, Regione Piemonte e Comune di Asti, in collaborazione con il Gruppo Arthemisia, l’esposizione è stata ospitata, nei mesi scorsi, al M Contemporary Museum di Seul, in Corea, dove ha ottenuto un successo di pubblico.

Le parole della curatrice

«Si tratta – ha spiegato la curatrice, Dolores Duràn Ucar – di una mostra completa, in quanto propone un racconto della traiettoria artistica e della vita dell’artista. Basti pensare che le opere esposte vanno dal 1925 al 1985, anno della morte. Un excursus che consente di addentrarsi nei temi principali della produzione dell’artista: la tradizione russa, legata alla sua infanzia, dalla quale non si allontanò mai; il senso del sacro e la profonda religiosità, che si riflettono nelle creazioni ispirate alla Bibbia; il rapporto con i letterati e i poeti del tempo, rappresentato in mostra dalla raccolta di incisioni con cui tradusse in immagini i testi di Jean Girardoux e altri scrittori per il volume “I sette peccati capitali”. E ancora l’interesse per la natura, gli animali e le riflessioni sul comportamento umano, che trovano espressione nelle acqueforti ad illustrazione de “Le favole” di La Fontaine; il mondo del circo, che lo affascinò fin dall’infanzia per la sua atmosfera bohémienne e la sua sete di libertà. E, ovviamente, l’amore, che domina le sue opere e dà senso all’arte e alla vita».
La curatrice ha quindi spiegato il significato del titolo della mostra (“colore e magia”). «Nel corso della sua vita – ha evidenziato – Chagall ha costruito, attraverso i suoi dipinti e scritti, un mondo estremamente personale. Uno spazio lirico, poetico e fantastico in cui tutto è possibile. I personaggi volano come se fossero uccelli, le slitte scivolano sopra le nuvole, la musica dei violinisti risuona fra i tetti. E ancora, nelle sue opere si trovano esseri bicefali, donne con teste di capra, gatti dal volto umano, galli che possono cavalcare, asini che camminano sui tavoli e coppie di innamorati che si accarezzano dolcemente sotto mazzi di fiori variopinti». Sì, perché il colore è un’altra delle caratteristiche delle opere di Chagall. «Il suo – ha continuato – è un mondo di sogni dai colori squillanti, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati dai personaggi, reali o immaginati, che popolano la sua vita».
Altro dato importante da segnalare, il fatto che nella mostra (caratterizzata anche dalla presenza di alcuni video esplicativi) si possono ammirare alcuni capolavori, appartenenti ad importanti collezioni private, che raramente sono stati esposti. Tra questi, il famoso “Le coque violet” degli anni 1966 – 1972.

I commenti degli organizzatori

«La mostra – ha aggiunto Iole Siena, presidente del Gruppo Arthemisia – sottintende un importante impegno dal punto di vista economico, ma propone Chagall, un attrattore forte. Ancor più in una città come Asti dato che, ultimamente, il pubblico delle mostre cerca l’arte e la cultura da abbinare a weekend in bei posti, possibilmente caratterizzati da una tradizione enogastronomica».
A sottolineare l’importanza dell’esposizione il sindaco Maurizio Rasero. «Abbiamo deciso, anche in concomitanza con la nascita della fondazione Asti Musei nei giorni scorsi – ha affermato – di “alzare l’asticella”. Ovvero, di affiancare ad iniziative che danno spazio ad artisti locali eventi di rilievo internazionale, convinti che la cultura sia un volano economico per il territorio».
D’accordo il presidente della Fondazione Asti Musei, Mario Sacco. «L’esposizione – ha ricordato – si inserisce in un percorso di più ampio respiro, volto a migliorare e potenziare l’offerta culturale e museale della città. Grazie alla recente nascita della Fondazione Asti Musei, l’obiettivo primario è conservare, tutelare e valorizzare i beni presenti sul territorio di indubbio valore storico-artistico. La nuova realtà, che mette in rete i musei cittadini, è destinata a migliorare gli aspetti gestionali e di fruizione di un grande patrimonio, oggi forse troppo poco valorizzato ma con indubbie potenzialità di attrazione per i turisti».

Orari e prezzi

La mostra è visitabile a Palazzo Mazzetti, corso Alfieri 357, da martedì a domenica dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18; per le aperture straordinarie visitare il sito www.astichagall.it).
Biglietto (comprensivo di audioguida): intero 13 euro, ridotto 10 euro; visita guidata gruppi (composti da 15 a 25 persone): 8 euro oltre al prezzo del biglietto di ingresso.
Da ricordare l’offerta didattica legata alla mostra, che prevede le visite interattive rivolta alle scuole materne ed elementari, le visite dedicate alle scuole medie e superiori e i laboratori didattici (scolastici ed extrascolastici) per bambini.
Per ulteriori informazioni: 0141/530403.

e.ferrando@lanuovaprovincia.it

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