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Con Sergio Ardissone i “Testimoni” di un mondo che scompare al castello di Costigliole

Oggi (domenica) doppio appuntamento al castello di Costigliole con la proiezione "Etiopia: Omo River" e la visita alla mostra nell'ambito della rassegna "Scatti di autori"

I “Testimoni” di Sergio Ardissone

Doppio appuntamento al castello di Costigliole nella giornata di oggi, domenica, con le straordinarie immagini fotografiche scattate da Sergio Ardissone, fotografo e giornalista astigiano, autore di libri e reportages, raccolte in tanti anni di viaggi in oltre settanta Paesi, lungo i sentieri himalayani, i ghiacci dell’Artico, le antiche carovaniere asiatiche, i deserti africani. Si potrà infatti visitare nelle sale del piano nobile del maniero costigliolese la sua esposizione “Testimoni”, nell’ambito della mostra “Scatti di autori”, giunta alla sesta edizione ed allestita dal Comune e dall’associazione Costigliole Cultura. E alle 17 si potrà assistere alla proiezione “Etiopia: Omo River”.

La proiezione “Etiopia: Omo River”

Sergio Ardissone presenterà «un viaggio lungo le radici dell’umanità. Scendendo attraverso la frattura della terra chiamata Rift Valley, arriveremo in questo mondo a parte, dove vivono molteplici etnie che riportano all’età della pietra. Acconciature, pitture del corpo, tatuaggi, scarificazioni, piatti labiali assumono significati facilmente riconoscibili dagli abitanti del luogo. In questa Africa a lungo dimenticata, convivono popoli di diversa origine: sulle rive del fiume Omo che ne ha sempre regolato la vita e la morte, vivono gli Hammer, i Karo, i Mursi, i Surma e altri ancora. Tribù che vivono i ritmi delle stagioni e le esigenze del bestiame. Luoghi ancestrali che considerano follia le tradizioni occidentali. Razze sopravvissute al tempo».

La mostra

In esposizione nella sala degli stucchi e nella sala dell’alcova sessanta fotografie, sessanta storie di popoli sulle strade del mondo: immagini che sanno emozionare, rievocando vite e tradizioni antiche che stanno ormai scomparendo. «Oggi quelle fotografie – spiega Ardissone – rimangono a testimoniare l’esistenza di un mondo che già a distanza di trent’anni si è trasformato inesorabilmente, talvolta a causa di conflitti che ne hanno modificato la geografia, molte volte a causa del trascorrere del tempo che, poco a poco, cancella l’esistenza del passato». I “Testimoni” di mondi che stanno scomparendo sono “volti senza nome appartenenti a popoli misteriosi quali Inuit, Kirghisi, Rabari, Apatani, Miju, che evocano storie di vita autentiche e suggestive, luoghi dove il tempo pare essersi fermato. Sono immagini scattate alla ricerca dell’anima più profonda, di culti millenari e di consuetudini perfezionatesi per vivere e sopravvivere in terre per lo più isolate ed inospitali». Il percorso espositivo presenta persone e paesaggi lungo la Via della Seta, nel sud-est asiatico, Tibet, Nepal, India, Etiopia, Kenia, Artico canadese. Visite fino al 6 gennaio, il sabato dalle 15,30 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18.

marta.martiner@gmail.com

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