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Si parla dell’orrore delle Foibe con lo storico Gianni Oliva

Mercoledì 6 febbraio primo appuntamento dell'anno con la rassegna "La grande Storia a Teatro"

La grande Storia a Teatro

Al via mercoledì 6 febbraio il calendario di appuntamenti dedicato alla Storia promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Asti.
Nata da un’idea dell’assessore Gianfranco Imerito e del giornalista Vanni Cornero (che condurrà gli incontri), la rassegna è intitolata “La grande Storia a Teatro”. Porterà sul palcoscenico del Teatro Alfieri e della Sala Pastrone storici di primo livello a conversare su momenti, personaggi, epoche, Istituzioni di significativa importanza nelle vicende nazionali. Per mantenere, in parallelo, un filo culturale connesso al tessuto del territorio ogni appuntamento avrà un richiamo all’Astigianità attraverso luoghi, fatti o persone.

La conferenza di Gianni Oliva

Mercoledì, alle 18 nella Sala Pastrone del Teatro Alfieri, si terrà il primo appuntamento, intitolato “Foibe, le stragi negate”, per ricordare l’orrore delle Foibe e la tragedia degli esuli italiani da Istria e Dalmazia.
A parlarne il professor Gianni Oliva, storico torinese molto noto, già assessore della Regione Piemonte e attualmente preside del liceo Majorana di Moncalieri. Autore di circa 30 libri su quattro diverse direttrici di ricerca storica, tra le sue opere figura il volume “Foibe” (Mondadori), dedicato alle stragi negate degli Italiani della Venezia Giulia e dell’Istria. Al suo intervento si aggiungeranno le testimonianze di due Astigiani le cui famiglie hanno vissuto quei drammatici momenti: Giorgio Galvagno, già sindaco di Asti e deputato, e Andrea Rocco, curatore scientifico della Fondazione Astimusei.
«Descritte nella versione ufficiale del governo di Tito come esecuzioni contro fascisti e collaborazionisti, limitate nei numeri e suffragate da sentenze di tribunali – spiegano i promotori della rassegna – le feroci azioni di eliminazione fisica orchestrate dall’Ozna, la famigerata polizia politica jugoslava, furono in realtà vere e proprie operazioni di pulizia etnica contro gli italiani di Venezia Giulia e Istria, in cui vennero coinvolti anche cittadini sloveni e istriani non allineati al nuovo corso della dittatura comunista instaurata sin dagli ultimi giorni di guerra».
«Nei numeri – continuano – il bilancio delle vittime trucidate e gettate nelle profonde fenditure della roccia carsica, chiamate appunto “foibe”, pare assestarsi sugli 11mila morti. Ma, al di là di ogni arido resoconto contabile, resta l’orrore di questa pagina di storia e la dolente pietà per gli innocenti uccisi su cui una complessa ragion di Stato ha steso per oltre mezzo secolo una coltre di silenzio».
La data della conferenza non è stata scelta a caso. Dal 2004, infatti, il 10 febbraio è diventato il Giorno del ricordo dedicato alle vittime di queste stragi.

L’appuntamento successivo

Il secondo appuntamento della rassegna sarà mercoledì 20 febbraio, alle 21 in Sala Pastrone, con l’incontro dedicato alla Storia della Massoneria in Italia. Relatore il massimo studioso della materia, il professor Aldo Alessandro Mola.

e.ferrando@lanuovaprovincia.it

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