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Assaggiatori grappe, festeggiati i 40 anni dell’associazione

Alla Camera di Commercio si è svolto il convegno dell'ANAG, che oggi conta 600 iscritti in tutta Italia

Festeggiati i 40 anni

L’Associazione Nazionale Assaggiatori Grappe e Acquaviti (ANAG) ha festeggiato sabato scorso, alla Camera di Commercio in occasione della Douja d’Or, i 40 anni di attività.
Fondata il 29 settembre 1978 per iniziativa dell’allora presidente dell’Ente camerale, Giovanni Borello, e dell’industriale Lorenzo Vallarino Gancia, l’ANAG ha mantenuto la sede legale ad Asti, pur avendo raggiunto nel corso dei decenni una diffusione nazionale, tanto che oggi i suoi iscritti sono circa 600, di cui ben 150 in Piemonte.
La presidente nazionale dell’ANAG, Paola Soldi, ha sottolineato che «senza la Camera di Commercio di Asti noi non esisteremmo. Nata come diretta derivazione della Douja d’or, l’ANAG oggi lavora per far comprendere soprattutto ai giovani l’importanza del bere in modo consapevole, che è l’esatto opposto della tendenza allo sballo, causa di tanti problemi. Siamo un’associazione di nicchia, ma dobbiamo crescere per contribuire a valorizzare la grappa, una specificità tipicamente italiana: a questo fine organizziamo corsi in tutte le regioni, per far conoscere un prodotto che ha qualità e tipicità diverse, tutte interessanti».

La produzione della grappa

Renato Goria, presidente della Camera di Commercio, ha ricordato che «la premiazione delle aziende produttrici di brandy, acquavite e grappa riporta su Asti l’attenzione nazionale», mentre per il sindaco Maurizio Rasero «un’associazione che fa riferimento ad Asti è un valore in più, per la città e per il Paese. Proprio in occasione della presenza dell’ANAG ho scoperto il valore della grappa come elemento importante nei cocktail, novità che sarà certamente molto apprezzata».
Per Alessandro Soldatini (presidente Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo) il Piemonte «ha vini e vinacce straordinarie e la produzione della grappa è frutto di un fortissimo legame con il territorio. Insistiamo sulla regionalità, perché la gente vuol sapere da dove viene un prodotto e questo contribuisce a dargli valore.» Nell’epoca di internet può sembrare ovvio pubblicizzare la grappa sul web, ma per Bruno Lo Cicero, esperto di comunicazione, è preferibile un’informazione meno fugace, che punti piuttosto a spiegare il prodotto e la sua storia, lo associ all’uomo, a valori di socialità. Il consumatore di grappa odierno è molto diverso dal passato, quando la grappa si associava alle osterie. Oggi bisogna dire ai consumatori che scegliere la grappa non significa bere senza criterio, ma avvicinarsi alle tipicità di un territorio.

romagnoli.renato@gmail.com

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