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Lettera aperta ai candidati alle elezioni

Ad inviarla la Camera di Commercio, che ha raccolto problemi, esigenze e proposte degli imprenditori locali

La lettera

Una lettera aperta ai candidati locali alle elezioni politiche di domenica 4 marzo per presentare le difficoltà, le richieste e le esigenze degli imprenditori del territorio.
Ad inviarla alle segreterie dei vari partiti la Camera di Commercio di Asti.
«Si tratta di una lettera aperta che riassume le esigenze di tutti i settori economici espressi nel Consiglio camerale», precisa il presidente, Erminio Renato Goria. «L’intento è quello di offrire ai futuri rappresentanti politici reali elementi di riflessione e un concreto contributo per la programmazione delle politiche di sviluppo del territorio».

Il contesto

Il documento parte da una breve analisi del contesto economico di riferimento. Ovvero, un territorio dove sono presenti 23.665 aziende (dati al 31 dicembre 2017). Un numero che negli ultimi anni, quelli della crisi, ha registrato una dinamica in costante calo. Per esempio, nel 2017 ha registrato un tasso di sviluppo del – 0,3%, al netto delle cancellazioni d’ufficio.
Molto parcellizzato risulta poi il tessuto imprenditoriale: i 2/3 delle aziende sono infatti costituite in forma individuale e il 96% delle imprese conta meno di 10 addetti.
Sul fronte dell’occupazione, l’indagine Istat sulle Forze di lavoro evidenzia nel 2016 (ultimo dato disponibile) un totale di 90mila occupati. Migliora rispetto al 2015, da questo punto di vista, la posizione della provincia, che passa dal 6° al 3° posto della classifica regionale, preceduta dalle province di Cuneo e Verbano Cusio Ossola.
Permane però elevato il tasso di disoccupazione giovanile che si attesta al 13,4%, con riferimento alla fascia 25 – 34 anni, e sale al 29,3% se si prende in considerazione la fascia 15 – 24 anni.
Dal punto di vista produttivo, oltre alla trasformazione subita dalla provincia negli ultimi decenni, il documento cita il “capitolo” dell’export, che ha registrato negli ultimi due anni una costante crescita. Nei primi mesi del 2017, con un ammontare pari a 1.326 milioni di euro, ha infatti evidenziato un incremento del 14,5% classificandosi, in termini di crescita, al secondo posto in Piemonte.

Le richieste e le proposte

Numerose, quindi, le istanze emerse dal territorio, cui spesso sono state aggiunte anche proposte per risolvere le criticità, comuni a tutti i settori e a tutte le tipologie di imprese.
Innanzitutto si chiede l’attuazione concreta delle semplificazione burocratica e la riduzione della pressione fiscale e del costo del lavoro. A questo riguardo il documento sottolinea che uno studio dell’Ocse rivela che l’Italia ha un tasso di Iva superiore alla media dei Paesi appartenenti all’Organizzazione: in Italia è oggi al 22%, contro una media Ocse del 19,1%.
Ancora peggiore è la situazione per le Pmi: il total tax rate stimato per una media impresa equivale a un carico fiscale complessivo (societario, contributivo, per tasse e imposte indirette) superiore di quasi 25 punti a quello pagato dalla media delle imprese in Europa, raggiungendo il livello enorme del 64,8%.
E ancora, gli imprenditori chiedono la risoluzione delle problematiche legate alla sicurezza, l’implementazione della digitalizzazione, con particolare attenzione alle micro e piccole realtà imprenditoriali, in linea generale più carenti da questo punto di vista. Infine, il sostegno al credito, che rappresenta uno tra gli elementi di maggiore preoccupazione per le piccole e medie imprese.
Ulteriori istanze sono emerse dai diversi settori economici. Tra le principali esigenze del settore agricolo compaiono la tutela del Made in Italy e la promozione di una regia unica della filiera agroalimentare, istituendo un solo Ministero che sovraintenda a tutte le politiche del cibo in Italia, partendo dal produttore, passando dai trasformatori per arrivare fino ai distributori e ai consumatori.
Per quanto riguarda il settore industriale, tra le priorità compaiono la promozione del territorio e, in particolare, della filiera del vino, con la proposta di creare un museo dedicato al mondo del vino che prenda in considerazione non solo produttori e cantine, ma anche eccellenze nel settore delle macchine enologiche, delle bottiglie, dei tappi, del packaging… E ancora, la riqualificazione del patrimonio edilizio e il potenziamento di viabilità e infrastrutture.
Per quanto riguarda il settore artigiano, si chiede la facilitazione dell’accesso al credito, soprattutto per le piccole e medie imprese, e la semplificazione della normativa sugli appalti pubblici. Infine, relativamente al commercio, si chiede l’adozione di una nuova disciplina per il governo del territorio con l’obiettivo di ridurre il rischio di desertificazione commerciale e la promozione di processi di rigenerazione e riqualificazione urbana per migliorare il contesto urbano, rendendolo sempre più a misura d’uomo.
e. f.

e.ferrando@lanuovaprovincia.it

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