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Obbligo vaccinale, scadute le proroghe

Nell'Astigiano già firmati in passato decreti di non ammissione nelle classi delle materne

La scadenza del 10 marzo

Ha rappresentato una scadenza con una doppia valenza quella di domenica scorsa, 10 marzo, nel mondo della scuola.
In primo luogo era la data entro la quale, dopo varie proroghe, le famiglie non in regola con l’obbligo vaccinale dovevano presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione.
In secondo luogo era la scadenza fissata a livello nazionale entro cui i dirigenti scolastici dovevano inviare all’Asl di riferimento gli elenchi dei nuovi iscritti all’anno scolastico 2019/2020 per avviare il controllo a livello di vaccinazioni.
Tuttavia, nella sostanza, a livello astigiano questa data non ha introdotto particolari novità. Da una parte perché la legge sull’obbligo vaccinale, in vigore da oltre un anno e mezzo, in Piemonte ha potuto contare sulla presenza dell’Anagrafe vaccinale e ha già previsto in passato decreti di non ammissione di bambini non vaccinati nelle scuole dell’infanzia. Dall’altra perché la Regione Piemonte ha prorogato la scadenza di invio degli elenchi dei nuovi iscritti al 15 aprile per le scuole e al 31 maggio per asili nido e servizi educativi in generale.

Le legge

La questione è legata alla cosiddetta legge sull’obbligo vaccinale, la 119 del 2017, secondo cui le vaccinazioni obbligatorie divengono un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (bambini da 0 a 6 anni). Per i minori da 6 ai 16 anni, invece, l’obbligo di vaccinazione non costituisce requisito di accesso, ma la sua violazione comporta sanzioni pecuniarie in caso di inadempimento, dai 100 ai 500 euro, che saranno comminate dalle Asl.

Il compito dei presidi

«Per quanto riguarda la provincia di Asti si erano verificati alcuni casi di bambini non vaccinati nelle scuole dell’infanzia, che hanno comportato decreti di non ammissione alla scuola firmati dai dirigenti scolastici», spiega Franco Calcagno, dirigente all’istituto Artom di Asti e all’istituto comprensivo di Castelnuovo Don Bosco, e in precedenza dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (ex Provveditorato agli Studi).
«La scadenza del 10 marzo – continua – riguarda quindi principalmente gli iscritti all’anno scolastico 2019/2020, dato che le scuole devono inviare alle Asl l’elenco. A questo proposito è importante sottolineare la differenza rispetto al primo periodo di applicazione della legge. All’inizio, infatti, le scuole erano tenute a raccogliere dalle famiglie la certificazione vaccinale dei figli o, in sostituzione, l’autocertificazione, per poi mettere in moto la macchina dei controlli con l’Asl di riferimento. Successivamente, grazie all‘Anagrafe vaccinale, la comunicazione è stata limitata tra scuola e Asl».
«Una volta ricevuti gli elenchi – conclude – l’Azienda sanitaria verificherà che gli iscritti siano tutti vaccinati. In caso contrario, la scuola dovrà emettere un decreto di non ammissione alla classe (con mantenimento del posto per quando la vaccinazione sarà effettuata) nel caso di scuola dell’infanzia (lo stesso vale per gli asili nido, ndr). Nel caso delle scuole dell’obbligo (elementari, medie e biennio delle superiori), invece, è prevista una sanzione da parte dell’Asl».
Sulla stessa linea Claudio Thoux, dirigente degli istituti comprensivi di Costigliole e di Villanova, che aggiunge: «Quest’anno scolastico non ho registrato casi di alunni non vaccinati – spiega – ma in passato, nell’ottobre 2017, ho firmato due decreti di non ammissione alla scuola dell’infanzia di Costigliole e uno a quella di Villanova».

e.ferrando@lanuovaprovincia.it

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