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Primo Maggio, sindacati in piazza per chiedere più lavoro e diritti guardando all’Europa

Mercoledì il corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil, cui seguirà il comizio in piazza Alfieri

Il corteo del Primo Maggio

Sarà un corteo che guarderà alla (difficile) situazione occupazionale locale, ma anche al futuro dell’Europa in vista delle vicine elezioni, quello che si terrà domani (mercoledì) ad Asti in occasione della Festa dei lavoratori.

Il programma

Intitolato “Lavoro, Diritti, Stato sociale – La nostra Europa”, è promosso come ogni anno unitariamente dai sindacati Cgil, Cisl e Uil.
Il programma prevede alle 8.30 il concentramento presso l’ex sede della Way Assauto in via Antica Cittadella. Alle 9 la partenza della banda musicale dal circolo Way Assauto, in corso Pietro Chiesa, per il ritrovo e il concentramento del corteo al parco della Resistenza (giardini pubblici). Da lì alle 9.45 partirà il corteo che percorrerà viale alla Vittoria, piazza I° Maggio, corso Alfieri.
Alle 11 il comizio finale in piazza Alfieri. Il primo intervento spetterà alla Uil con Stefania Savino, rappresentante sindacale aziendale Uiltucs presso il Mercatone Uno; quindi toccherà alla Cisl, tramite il delegato dell’azienda Blutech Fabrizio Catanese, con un intervento che parlerà della situazione del comparto metalmeccanico e, più in generale, della difficoltà dell’industria astigiana. Le conclusioni saranno invece affidate ad Ivana Galli, componente della segreteria nazionale Cgil.

I commenti dei sindacalisti

«L’Astigiano si avvicina al Primo Maggio in una difficile situazione occupazionale – commenta Armando Dagna, segretario generale Uil Asti/Cuneo – che permane ormai da anni. Una situazione caratterizzata da crisi ricorrenti, assenza di investimenti sul territorio, stallo in termini di nuove infrastrutture, tanto che ormai la nostra provincia perde anche a livello di capitale umano perché i giovani, appena possono, vanno a cercare lavoro altrove».
«Le crisi più significative, che hanno interessato le aziende più grandi del territorio – aggiunge Stefano Calella, componente della segreteria territoriale Cisl Alessandria/Asti – sono finite, ma solo perché queste aziende hanno portato avanti significative ristrutturazioni. Ora assistiamo alle situazioni di difficoltà di micro e piccole aziende. Certo, qualche spiraglio di luce c’è, per esempio nei settori dell’agroalimentare e dell’enologia, ma non c’è ancora la percezione di questi piccoli risultati».
Calella allarga poi il discorso alle tematiche europee che danno il titolo alla manifestazione. «Parleremo di lavoro, diritti e stato sociale in riferimento alla necessità di una Europa diversa da quella attuale, che va ricondotta ai principi della sua fondazione».
«L’Unione europea – conclude Luca Quagliotti, segretario generale provinciale Cgil – deve tornare ad essere quella pensata da Altiero Spinelli. Una Europa solidale, senza frontiere, dove le persone godono di pari salari e diritti sul lavoro. Anche perché, con retribuzioni così diverse nei vari Paesi, è ovvio che le aziende spostano la produzione laddove il costo del lavoro è più basso. Una situazione di “dumping” che rappresenta un problema per tutti».

e.ferrando@lanuovaprovincia.it

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