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Sciopero in Comdata contro i tagli

I lavoratori protestano contro la decisione del Gruppo di chiudere le sedi di Padova e Pozzuoli.

L’adesione è stata alta

I lavoratori di Comdata sono sul piede di guerra tanto che l’adesione nazionale allo sciopero di venerdì scorso è stata altissima. I sindacati di CGIL, CISL e UIL parlano infatti di un’astensione del 90% in quasi tutti i siti produttivi del gruppo mentre nello stabilimento astigiano di via Guerra avrebbero incrociato le braccia 2 dipendenti su 3. L’iniziativa, di due ore, arriva in risposta alla decisione della multinazionale di call center di chiudere i siti produttivi di Padova e Pozzuoli a causa di una riduzione delle commesse e di un aumento dei costi, con l’inevitabile licenziamento di 260 lavoratori.

Aperta la FIS a Ivrea

E non è finita qui, purtroppo, perché dal 1 febbraio scorso nella sede di Ivrea, a causa di un calo di commissioni, sono già stati interrotti 170 contratti interinali, a cui poi ne sono seguiti altri 60. Successivamente è stata aperta la procedura FIS, ovvero l’ammortizzatore per sociale per chi non dispone di cassa integrazione, per 363 lavoratori per una durata di 13 settimane, al termine delle quali potrebbe verificarsi un nuovo ricorso all’ammortizzatore sociale.

Ad Asti lavorano 637 dipendenti

Una serie di cattive notizie che, almeno per il momento, sembrano non toccare il sito produttivo di Asti dove lavorano 637 dipendenti e un centinaio di interinali. «Per ora la salute del sito produttivo di Asti non è in discussione. Resta però il fatto che la politica di tagli ai costi intrapresa dall’azienda ci preoccupa, anche considerato il fatto che l’età media dei dipendenti Comdata in via Guerra si sta alzando. Ne consegue che potrebbero aumentare le domande di maternità o il ricorso alla legge 104.Questo, inevitabilmente, inciderà sui costi vivi dell’azienda nel prossimo futuro. Per questo ci preoccupa seriamente una strategia aziendale che vede nel dipendente solo un costo e non una risorsa» è il commento univoco delle RSU astigiane.

L’interesse della Regione

«Lo sciopero di venerdì non è stato solo un’azione di solidarietà nei confronti dei colleghi di Padova e Pozzuoli – continuano i sindacati – I dipendenti hanno deciso di protestare anche in difesa dei propri diritti e allo scopo di salvaguardare l’occupazione ». Della vicenda Comdata si sta interessando anche la Regione Piemonte. «In Consiglio regionale è stato infatti approvato un ordine del giorno con il quale si impegna la Giunta ad adottare tutti gli strumenti a disposizione ed ad attivarsi presso il Ministero competente al fine di scongiurare l’imminente crisi occupazionale che interessa il Gruppo Comdata e che presto potrebbe interessare i lavoratori del Piemonte» ha così spiegato l’astigiana Angela Motta, Vice presidente del Consiglio regionale. Quanto all’azienda, per il momento non giungono dichiarazioni ufficiali.

Lucia Pignari

lucia.pignari@gmail.com

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