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Tornitori e tecnici specializzati: ecco i mestieri più richiesti

A confermarlo è Ivan Patti di Apro Formazione Canelli che rivela i titoli di studio e le esperienze più richieste dalle aziende

La scelta della scuola superiore deve essere sempre più consapevole e oculata. Se fino a 15 anni fa il percorso di studi veniva intrapreso per lo più sulla base delle proprie preferenze e predisposizioni (se non quando addirittura la scelta era influenzata da quella dell’amico del cuore) oggi i ragazzi e le loro famiglie devono prendere in considerazione un’ulteriore variabile: quella cioè dell’offerta del mercato del lavoro.

Valutare la reale offerta del mercato del lavoro

Parola di Ivan Patti, responsabile dell’agenzia formativa Apro di Canelli sotto il cui cappello operano anche gli uffici del Servizio al Lavoro. Uno sportello questo che consente alla domanda e all’offerta di lavoro di incontrarsi nel sud della provincia. «Oggi le famiglie devono valutare non solo le capacità dei propri figli ma anche immaginare quali tipologie di lavoro esisteranno da qui a cinque anni – osserva Ivan Patti – E’ sicuramente una valutazione non facile. Il mondo è in costante mutamento, la tecnologia evolve ad un ritmo frenetico e molti dei lavori che oggi ancora esistono nel futuro potrebbero scomparire. Per questo è importante analizzare il mercato del lavoro fin da adesso.

Nel Canellese si cercano soprattutto tecnici specializzati

Indagare quale sia la necessità delle aziende e decidere di conseguenza». Sulla base di queste affermazioni, la richiesta del tessuto produttivo della Valle Belbo è così data: meno ingegneri, più tornitori. «Le aziende faticano a trovare operai e tecnici specializzati, che magari conoscano una o più lingue oltre all’inglese. Allo stesso tempo, negli uffici sono ricercate figure nell’ambito commerciale e dell’export. In forte ascesa anche le figure legate al turismo dell’enogastronomia».

Premiate le lauree tecniche e commerciali

In ogni caso, anche se l’offerta premia i tecnici, anche le lauree tecnico- scientifiche non se la passano poi così male come Ingegneria Meccanica o Gestionale ma anche Economia e Lingue. «Per superare un colloquio però non è più sufficiente il solo titolo – osserva Patti – E’ opportuno specializzarsi e distinguersi dagli altri cento candidati. Per questo può essere positivo seguire un corso di lingua cinese o arabo, mercati emergenti ai quali le industrie del nostro territorio si stanno aprendo».

Fanalini di coda le lauree umanistiche

Le lauree meno fortunate sembrerebbero quelle più generiche in campo umanistico come Giurisprudenza, Lettere, Filosofia o Scienze Politiche o come Architettura. «Purtroppo viviamo ancora con un pregiudizio culturale che predilige la laurea ad altri titoli professionali. Molti genitori vogliono a tutti i costi il figlio laureato senza considerare che oggi abbiamo ex alunni titolari di saloni di parrucchiere che guadagnano più di certi impiegati laureati. Tutto sta alle capacità individuali e all’abilità di saper interpretare quello che il mercato chiede e di combinarla con la scelta del percorso di studi». Una decisione che le famiglie astigiane dovranno compiere presto, entro il 6 febbraio 2018.

lucia.pignari@gmail.com

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