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Inaugura la mostra di Alighiero Boetti

A Palazzo Mazzetti il percorso espositivo "Perfiloepersegno" composto da 65 opere del noto artista torinese

Alighiero Boetti

Si intitola “Perfiloepersegno” la mostra che sarà inaugurata oggi (venerdì) alle 18 a Palazzo Mazzetti. Personale del noto artista torinese Alighiero Boetti (1941 – 1994), estremamente innovativo e capace di discostarsi dalla pittura più tradizionale ricercando in altri mezzi espressivi qualità pittoriche – è stata interamente prodotta dalla Fondazione Palazzo Mazzetti e dalla Fondazione CrAsti.
A spiegare come è nata l’idea dell’esposizione e le sue caratteristiche – ieri (giovedì) in occasione dell’affollata anteprima riservata ai giornalisti – la curatrice Laura Cherubini, storica dell’arte e amica di Alighiero Boetti, e l’architetto Maria Federica Chiola, ideatrice dell’esposizione che ha collaborato con la curatrice.
Dopo i saluti dei presidenti di Fondazione Palazzo Mazzetti, Michele Maggiora, e di Fondazione CrAsti, Mario Sacco, che hanno sottolineato il prestigio dell’esposizione, ha preso la parola Laura Cherubini.
«Grazie alla disponibilità dei collezionisti, che ringrazio – ha esordito – abbiamo pensato di proporre una mostra mirata, e non generica, su Alighiero Boetti. Mirata su aspetti fondamentali, ma poco studiati e scarsamente messi insieme, relativi al rapporto tra biro e ricami».
La mostra infatti percorre una doppia strada all’interno della variegata opera dell’artista, da cui emerge anche una vita da esploratore di mondi e culture. La strada maestra del ricamo (il “filo” nel titolo) e quella altrettanto importante, parallela e quasi speculare, della biro (il “segno” nel titolo).

Il percorso espositivo

Il percorso si compone di 65 opere che comprendono arazzi, mappe, arazzetti, ricami e cartoncini a biro. Come affermava Boetti, «quel che la biro rappresenta per un occidentale, per un Afghano è il ricamo che come una memoria sovraindividuale reca in sé parti della biografia collettiva». Diventa così possibile riscoprire la lunga indagine che ha condotto l’artista ad analizzare l’eterno e conflittuale rapporto tra la cultura occidentale e quella orientale. L’esposizione pone in dialogo quindi le opere a penna biro – cartoncini realizzati in Italia sotto precise indicazioni dell’artista con l’utilizzo di penne colorate – e i ricami, una raccolta di frasi e pensieri riferite al tempo, ricamati all’interno di quadrati come formule matematiche in Afghanistan.
«Dal 1971 – ha ricordato la curatrice – Boetti ha cominciato a delegare le sue opere “ad altre mani”: le mani delle donne afghane (in quanto visse in quel Paese, che divenne la sua patria ideale, per diverso tempo) e quelle degli studenti italiani per quanto riguarda le opere a biro. Lui definiva i progetti, i disegni, e li delegava. Una pratica che contiene un attacco sferrato al concetto di autore come lo abbiamo conosciuto in occidente. Alighiero cercava il risultato anonimo, era assolutamente anti gerarchico».

Le ragioni dell’esposizione ad Asti

Maria Federica Chiola ha invece spiegato le ragioni che hanno portato ad allestire una mostra di Boetti ad Asti. «A partire dal 2013 – ha ricordato – Palazzo Mazzetti ha avviato un percorso di apertura verso l’arte contemporanea. In quest‘ottica abbiamo pensato di inserire Boetti perché piemontese, perché il suo antenato Giovanni Battista Boetti, da cui è stato molto ispirato, nacque in Monferrato. E, infine, perché Asti è la città dell’arazziera Scassa. Mentre Ugo Scassa traduceva in arazzi i grandi capolavori del Novecento, Alighiero Boetti affidò alle mani delle donne afghane l’esecuzione dei ricami. Uno interpretò la pittura usando il filo per la tessitura, l’altro era il padre dell’opera che affidava a “mani altre”».
Il percorso espositivo è corredato da una speciale pubblicazione con testo critico redatto dalla curatrice, edito da Sagep Editori.
La mostra sarà aperta da sabato 17 marzo a domenica 15 luglio con i seguenti orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18).
Per informazioni rivolgersi a Palazzo Mazzetti (corso Alfieri 357): tel.0141/530403, www.palazzomazzetti.eu, info@palazzomazzetti.it.

e. f.

e.ferrando@lanuovaprovincia.it

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