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Atzeni, Siri e Carìa vittoriosi nelle corse dei “puri”
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Atzeni, Siri e Carìa vittoriosi nelle corse dei “puri”

Federico Arri, fantino di Moncalvo, è però caduto nell’ultima corsa in programma. Ecco come sono andate le varie competizioni

Riunione di corse domenica 1° maggio al galoppatoio senese di Pian delle Fornaci. Otto gli appuntamenti in programma, cinque riservati ai mezzosangue e tre ai purosangue. Impegnati numerosi fantini che correranno il nostro Palio a settembre.

Mossiere era Massimiliano Narduzzi.

Prima di passare al racconto della giornata di corse un grande e sentito in bocca al lupo di pronta guarigione a Federico Arri, fantino di Moncalvo, caduto nell’ultima corsa in programma.

La prima competizione di Pian delle Fornaci riservata ai purosangue, il premio associazione “Le Bollicine” sui 1100 metri, vedeva al via dallo steccato Giuseppe Zedde, fantino che ad Asti difenderà i colori di San Lazzaro sul cavallo Nurri; Giovanni Atzeni (monta di Nizza) su Pipistrello; Dino Pes su Adriana; Alessio Migheli su Asterix; Andrea Coghe (ad Asti fantino di San Martino San Rocco) su Boom Boom Boom; Jacopo Pacini su Forever Young e di rincorsa Alessio Giannetti su L’Erede. Brutta caduta nelle fasi immediatamente successive alla mossa di Giuseppe Zedde, fortunatamente risoltasi senza danni per il fantino di San Lazzaro.

A vincere era Giovanni Atzeni (ma quest’anno non è una novità), che precedeva Dino Pes, lo scosso di Zedde e Jacopo Pacini.

La seconda corsa dei “puri”, il premio Società Pian delle Fornaci sui 1100 metri, presentava un elenco partenti comprendente, dallo steccato, Sebastiano Murtas su Gerry; Valter Pusceddu (ad Asti fantino della Torretta) su Nino; Giuseppe Zedde su Astronave; Jacopo Pacini su Nikita; Giovanni Atzeni su Fotofinish; Salvo Vicino su Cristallo; Antonio Siri (fantino di San Damiano) su Powerfull e di rincorsa Danilo Todde su Spazzola.

Grande corsa di Antonio Siri, apparso in grande forma, che con il suo Powerfull precedeva Pusceddu su Nino e Giuseppe Zedde su Astronave.

Terza e ultima gara dei “puri” il premio “Marco Paganini” (1500 metri). Nella circostanza a Paganini (promettente fantino tragicamente scomparso durante una gara nel 1990 all’ippodromo del “Casalone” di Grosseto) è stato intitolato il galoppatoio senese.

Dallo steccato: Alessio Migheli su Obelix; Andrea Coghe su Cyber Crime; Enrico Bruschelli (ad Asti ingaggiato da San Secondo) su Braveheart; Carlo Sanna (fantino di Montechiaro) su Trappola; Giuseppe Zedde su Iceberg; Antonio Siri su Athena; Francesco Carìa (fantino di San Pietro) su Nocciolo; Andrea Chessa (fantino di San Silvestro) su Alfonso; Dino Pes su Totò e di rincorsa Simone Mereu (fantino di Baldichieri) su Biancaneve.

In grande evidenza Francesco Carìa, detto Tremendo. Il fantino che ad Asti monterà per San Pietro precedeva Dino Pes e Giuseppe Zedde.

Nelle cinque corse riservate ai “mezzi” le vittorie sono andate  a Simone Mereu, per lui un doppio trionfo, Michele Uccheddu, Valter Pusceddu e Dino Pes.

Massimo Elia

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