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Benedetti: «Io non lascio, questa responsabilità se la prenda il sindaco di Canelli»

Il rettore del Comitato Palio di Canelli risponde al suo sindaco e a quello di Asti che vorrebbero il ritiro della città dalla corsa di Asti

Il rettore si aspetta le scuse dal sindaco di Asti

Pur liquidandola come una “bravata da bambinaccio”, Giancarlo Benedetti si aspetta delle scuse ufficiali dal sindaco di Asti Maurizio Rasero.
Pietra dello scandalo è stata la consegna al sindaco Gabusi di una lettera in cui chiede di prendere in considerazione la reale intenzione di Canelli di correre il Palio di Asti, visto lo scarso seguito che registra.
«E’ stato veramente un colpo basso. Sono rettore da 32 anni, ho affrontato sacrifici personali enormi sia in termini di lavoro prestato al Comitato Palio che di esborso economico e non mi aspettavo di essere trattato così proprio da un uomo che il Palio lo conosce bene come Rasero. Perché, prima di consegnare la lettera a Gabusi, non mi ha parlato? Gli avrei spiegato un po’ di cose che sembra non conoscere».
Cosa non sa Rasero della vita del Comitato Palio Canelli?

Quel che Rasero non sa

«Non sa, ad esempio, che il Comune ci concede la municipalità ma nessun contributo alle alte spese di sfilata e di ingaggio di cavallo e fantino – risponde Benedetti – Non sa che quest’anno, tanto per dimostrare come ci tiene al Palio, ha organizzato la Wine Run in contemporanea alla presentazione di cavallo, fantino e cena propiziatoria che abbiamo dovuto spostare in periferia mancando l’occasione di collegarla all’evento podistico. Non sa – prosegue ancora Benedetti – che mai il sindaco della città si è presentato per la cerimonia ufficiale di investimento della municipalità e la tradizionale consegna al fantino della giubba con i colori di Canelli. Ha mandato un consigliere delegato, neppure un assessore. Se sindaco ed amministrazione per primi non credono al Palio, come può il rettore o il Comitato farlo amare alla città? Facile poi dire che è tutta colpa mia».
Lo storico rettore ricorda che Canelli al Palio di Asti ha sempre fatto bella figura: in 32 anni siamo andati per 9 volte in finale e abbiamo conquistato un secondo posto. Abbiamo anche vinto una Giostra di Nizza con la stessa accoppiata portata ad Asti e un premio per la miglior sfilata.
Domenica scorsa in piazza del Palio eravamo una settantina di persone delle quali trenta paganti il biglietto, me compreso, visto che con il pass di rettore non ho diritto a vedere la corsa dalla tribuna dopo tutti i soldi che metto per portare cavallo e fantino».

Tocca al Comune di Canelli concedere o no la licenza di correre ad Asti

Fra le rimostranze che Rasero ha mosso al Comitato Palio canellese anche il mancato allestimento della bancarella al mercatino del Palio di piazza San Secondo. «Abbiamo partecipato per due anni consecutivi e non abbiamo venduto nulla. Visto che non è obbligatorio aderirvi, abbiamo preferito risparmiare i soldi della “trasferta” per non aggiungere ulteriori costi» spiega il rettore.
E poi la chiarezza e l’irruenza propria di Benedetti: «Sappia Rasero che mi aspetto le sue scuse e che non ho nessuna intenzione di abbandonare il Palio solo perché lo dice lui. A fine dicembre scado come rettore, ma prima presenterò la richiesta di partecipazione al Palio 2019. Al momento di concedere la licenza di correre nel nome di Canelli, sarà l’amministrazione comunale ad assumersi la responsabilità di concederla: se lo farà Canelli tornerà ad Asti, altrimenti sarà assente. Ma non sarò certo io a far segnare l’assenza».

d.peira@lanuovaprovincia.it

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