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Murtas: “Risalirò e tornerò ad essere protagonista”

E' notevole la voglia di "Grandine" di riemergere

Annata avara di soddisfazioni

Per Sebastiano Murtas, fantino classe 1990, nato a Ghilarza (Oristano) ma originario di Santu Lussurgiu, l’annata 2017 non è stata particolarmente prodiga di soddisfazioni.
“Grandine”, questo il suo soprannome, non è riuscito ad imporsi in alcun Palio, mettendosi comunque in evidenza nelle corse in provincia grazie ai successi conseguiti a Monticiano, Asti, Monteroni e Pian delle Fornaci. Lo scorso anno aveva montato nel nostro Palio il mezzosangue Questurino per il Rione Santa Caterina, non riuscendo però a superare la batteria.

<Ho ingaggio solo a Bientina>

A Sebastiano domandiamo quali siano per lui le prospettive nell’annata appena iniziata.
«Dovrò in pratica ripartire, poichè, eccezion fatta per Bientina, non ho al momento ingaggi in altri Palii. Sottolineo al momento però, poichè sono certo che lavorando e preparandomi con scrupolo riuscirò a ritagliarmi spazi importanti.»
Parliamo di Asti….
«Santa Caterina mi ha dato fiducia per un paio d’anni, nel 2016 e 2017. Il rapporto si è però interrotto dopo il Palio dell’anno passato. Hanno fatto le loro valutazioni preferendo puntare su un altro fantino per il 2018 (Mereu, n.d.r.).
Sempre in ottica 2018 hai avuto contatti con qualche altra dirigenza astigiana?
«Si, alcuni contatti ci sono stati, ma purtroppo nulla si è concretizzato. Ora sono alla finestra, pronto a ributtarmi nella mischia se dovesse arrivare una chiamata.»

Delusione a Legnano nel 2017

L’anno scorso le cose per te non girarono troppo bene neppure a Legnano…
«Montavo un buon cavallo per la Contrada di San Bernardino, ma nell’imminenza del Palio il mio purosangue accusò dei problemi e il suo rendimento fu ben al di sotto delle aspettative.»
A Siena, nel Palio di luglio, montasti Querida de Marchesana per la Torre. Quale voto avresti dato alla tua prestazione?
«A mio modo di vedere disputai un buon Palio e pur non portandolo a termine per la caduta la Contrada giudicò positivamente la mia prova. Alcuni addetti ai lavori fecero altre valutazioni, ma la cosa sinceramente non mi ha “toccato” più di tanto. Io so di aver fatto del mio meglio e di aver dato tutto quanto era nelle mie possibilità.»

Siena

Ad agosto l’anno passato non hai corso. Quali sono le prospettive senesi per il 2 luglio 2018?
«Ho ricevuto la visita di diverse dirigenze ma, come sempre accade a Siena, devo sperare che ogni tessera del mosaico trovi il giusto incastro. Sono comunque molto fiducioso e penso a luglio di essere a cavallo.»
Ecco, appunto. Parliamo di cavalli….
«Sono in scuderia da Mario Savelli, insieme a mio cognato Giuseppe Deriu. Abbiamo a disposizione un purosangue e ben nove mezzosangue, sette dei quali sosterranno le previsite a Siena per l’Albo 2018. Un’ampia scelta.»
Se ti arrivasse una chiamata da Asti avresti un paio di cavallini “giusti” per la pista di Piazza Alfieri?
«Si, avrei davvero un paio di soggetti che ad Asti si adatterebbero assai bene. Svelti al canapo, in possesso delle giuste caratteristiche per ben figurare.»

Duri allenamenti

Per quanto ti riguarda, anche se gli ingaggi latitano immagino che tu ti stia allenando a puntino….
«Non sono mai stato così in forma. Non ho trascurato nulla. Lavoro sodo in palestra, insomma, voglio tornare nel giro che conta, quello dei Palii importanti, e dimostrare quanto valgo. L’auspicio è che qualche dirigenza di Contrada, Borgo o Rione che dir si voglia me ne dia la possibilità.»
Domenica sarai a Pian delle Fornaci?
«Si, sarò al via nella terza corsa con Urmia e nella settima con Uccel di Bosco. Due mezzosangue che stanno crescendo e con i quali posso far bene.»

Asti e le corse allo stadio

Salirai ad Asti per le corse di preparazione allo stadio?
«Perchè no? Anche quella per me potrebbe essere una vetrina importante. Allo stadio ho sempre fatto bene.»
Chiudiamo con la tua Sardegna: un fitto programma di corse, montepremi ragguardevoli…. Pensi di spostarti nell’isola per partecipare a qualche riunione?
«Si, mi piacerebbe. E’ una possibilità che non escludo e che mi intriga molto.»

Massimo Elia

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