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La piccola Stella senza fisioterapia da venti giorni: la protesta della madre

Stop imposto dalla mancanza di specialisti al domicilio della piccola. I genitori non vogliono portarla in ospedale: troppo pericoloso per il suo sistema immunitario

Subì il trapianto di cuore

Non si placa la battaglia dei genitori della piccola Stella, la bambina astigiana di 4 anni cui due anni e mezzo fa è stato eseguito un trapianto al cuore dopo un’attesa lunga quasi un anno passata integralmente al Regina Margherita di Torino. Un virus che le ha compromesso il cuore e le ha provocato una serie di altri problemi di salute che oggi fanno sì che Stella necessiti di sedute di fisioterapia e logopedia per “recuperare” il tempo perso a causa della grave patologia cardiaca.
Fino ai primi di febbraio, Stella usufruiva di trattamenti domiciliari di fisioterapia e logopedia, ma dal 7 febbraio si è fermato tutto.

Logopedista e fisioterapista non più disponibili

«Sono stata contattata in ospedale e mi è stato detto che la logopedista, in quota alla cooperativa Amos, si era licenziata e che la fisioterapista doveva sostituire una collega incinta e dunque non poteva più venire a casa – racconta Natascia, la combattiva madre di Stella – Per quanto riguarda la logopedista, ad oggi, ancora nessuno mi ha contattata per riferirmi chi sostituirà la professionista dimessa. Mentre per la fisioterapia la soluzione proposta è quella delle sedute in ospedale, non più a domicilio. Per le quali, peraltro, è in lista d’attesa.E così Stella, che ha un grande bisogno di proseguire le terapie, è ferma da quasi venti giorni».
Ma, oltre allo stop forzato e deleterio per la piccola che, a causa dei gravissimi problemi di salute, è come se si fosse affacciata solo nell’ultimo anno all’autonomia di movimento, di comunicazione, di espressione, il problema che oggi attanaglia i suoi genitori è la prospettiva di spostare da casa all’ospedale la sede delle sedute di fisioterapia.

«Stella non può andare in ospedale»

«Stella non può frequentare luoghi chiusi ed affollati, perché le sue difese immunitarie, a causa del trapianto, sono ancora molto deboli e io non me la sento di rischiare che possa ammalarsi – spiega la madre – E un ospedale non è certo il luogo più salubre per una piccola che deve sfuggire a virus e malattie. Anche solo raggiungere la palestrina al terzo piano sarebbe un problema, perché da quando è uscita dall’ospedale, noi non portiamo mai Stella in ascensore, proprio per evitare rischi di contagio».
Della vicenda si sta interessando anche l’associazione Dalla Parte degli Astigiani che ha sensibilizzato l’Asl sul caso di Stella.

d.peira@lanuovaprovincia.it

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