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Servizio medici di base: consiglio aperto

L’occasione sarà il consiglio comunale “aperto” convocato dal sindaco Giovanni Borriero per oggi, mercoledì, alle 18, nella sala consiliare del Comune

Si torna a parlare della questione delle problematiche legate al servizio medico a Costigliole. L’occasione sarà il consiglio comunale “aperto” convocato dal sindaco Giovanni Borriero per oggi, mercoledì, alle 18, nella sala consiliare del Comune. All’ordine del giorno un’interpellanza e una mozione presentate dal gruppo consiliare di minoranza e una mozione presentata dai consiglieri di maggioranza. L’incontro, aperto al pubblico con possibilità di interventi, giunge ad un mese di distanza dalla serata al teatro municipale allestita dal sindaco e che aveva visto la partecipazione dei massimi vertici dell’Asl astigiana.

Una serata che aveva visto il teatro strapieno di costigliolesi, che senza remore avevano presentato una serie di disagi circa il servizio di medicina generale con particolare riferimento ad alcuni dei medici: cambi di orario degli ambulatori, visite a domicilio negate, l’uscita dall’associazione dei medici che ha sede nei locali Asl di piazza Medici sono alcune delle problematiche presentate.

Da parte dei costigliolesi, a dicembre, sono anche state raccolte 700 firme a difesa dei servizi che hanno garantito fino a qualche mese fa l’ottimo funzionamento della sanità costigliolesi. Nel mese trascorso da quella serata in teatro, non sembrano diminuiti i disagi registrati da una parte dei pazienti. Una preoccupazione in più giunge in questi giorni dall’annuncio da parte della dottoressa ad alcuni suoi assistiti della sua intenzione di trasferire in modo esclusivo il suo ambulatorio in frazione Boglietto, rinunciando del tutto a ricevere i pazienti nella sede centrale di Costigliole.

«Oltretutto la sala d’aspetto nell’edificio accanto alla farmacia, al Boglietto, è davvero piccola e spesso si fa fatica a rimanere tutti all’interno – qualcuno torna a segnalare come già fatto nell’incontro in teatro – L’aver rinunciato al servizio della segretaria, inoltre, ci obbliga a lunghe code e questo non è certo di aiuto».

Marta Martiner Testa

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