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A tu per tu con Billy Costacurta

E’ arrivato ad Asti nella sera della celebrazione del vino e si è calato perfettamente nella realtà piemontese sorseggiando Ruché

Lo osservo e capisco perché ha scritto la storia del Milan ed è entrato nell’album dei record, segnando un gol a 41 anni, diventando il più longevo calciatore italiano. Alessandro Costacurta, per tutti semplicemente Billy in omaggio allo storico sponsor della Milano del basket (“Tutto nacque al primo allenamento in rossonero a soli 12 anni, dove mi dimostrai più bravo nell’esercitazione a pallacanestro che nei palleggi coi piedi e il mister mi consigliò di proseguire con la palla a spicchi”, ci racconta),  ha 51 anni e ne dimostra 35.

Potrebbe tranquillamente scendere in campo al centro della difesa rossonera oggi e nessuno obietterebbe. E’ arrivato ad Asti nella sera della celebrazione del vino e si è calato perfettamente nella realtà piemontese sorseggiando Ruché e mangiando ottimi agnolotti, prima di salire sul palco e affascinare una nutrita platea al FuoriLuogo con aneddoti e storie di sport, imbeccato come sempre sapientemente dal giornalista di Sky Nicola Roggero.

Penso a Billy e alla nostra passione comune, la pallacanestro. Forse Alessandro se la cava bene, ma leggende narrano che il suo ex compagno al Milan Ambrosini lo battesse sistematicamente: “E’ vero – ammette – Max è migliore di me anche a pallavolo, ma a calcio e a tennis lo batto. La pallacanestro è la mia grande passione, se devo scegliere cosa guardare in tv l’NBA è al primo posto, sono tifoso dei Knicks e sono anni di sofferenza”. Se leggo il suo curriculum mi tremano le gambe perché ho di fronte uno dei calciatori più vincenti d’Italia.

Ha conquistato tutto, tranne che con la Nazionale, e giocato con dei veri miti: “In azzurro la corsa verso il Mondiale nel 1994 e nel 1998 si è interrotta ai calci di rigore, col Milan invece ho potuto festeggiare decisamente di più, ma ho anche perso tante finali. Ho giocato al fianco di ben 14 palloni d’oro ma se devo scegliere il più forte di tutti, opto per Van Basten. Ne ha vinti tre e giocava con una caviglia sola. Un altro atleta che mi ha impressionato è stato Ronaldo, da avversario e da compagno”.

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Davide Chicarella

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