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Diario del Mondiale di Russia

Il nostro collaboratore ha seguìto le due finali

Mondiali Russia

“Spero di poter assistere a due incontri spettacolari all’insegna della sportività e della passione per il calcio, ovviamente non solo in campo ma anche fra gli spettatori”, avevo scritto nell’articolo pubblicato il 26 giugno scorso in riferimento alle due finali del Mondiale di Russia, quella per il terzo posto a San Pietroburgo il 14 luglio e quella per l’assegnazione del titolo mondiale 2018 a Mosca il giorno successivo. E così è stato.
Come già nelle edizioni precedenti, così anche quest’anno ho visto sportivi di casa tifare per le Nazionali rimaste in gara con tanto di maglia e colori della relativa bandiera dipinti sul volto. Sono state due sfide ricche di emozioni, come testimoniano il 2-0 ottenuto dal Belgio contro l’Inghilterra e il 4-2 a spese della rivelazione-Croazia che ha permesso alla Francia di laurearsi campione del mondo per la seconda volta (la prima in casa nel ’98).
Allo Stadio Olimpico “Luzhniki” di Mosca, davanti al quale fa bella mostra la imponente statua di Lenin, il pubblico presente aveva potuto assistere a una suggestiva cerimonia di chiusura prima del calcio d’inizio. Al termine della finalissima, il cui arbitro Var era l’italiano Massimiliano Irrati, premiazione sotto il diluvio alla quale è intervenuto, fra gli altri, il presidente russo Vladimir Putin.
Un successo della Croazia sarebbe stato accolto con gioia dalla maggior parte degli sportivi non francesi (incluso l’autore di queste righe), ma nel corso della ripresa i transalpini sono riusciti ad imporsi meritatamente passando in pochi minuti dal 2-1 al 4-1. Una considerazione, a questo punto, è d’obbligo: il calcio italiano è sempre stato noto per la sua concretezza, e a Mosca la Francia ha vinto il Mondiale 2018 badando soprattutto al gioco pratico. Del resto, a parlare chiaro è il possesso-palla fatto registrare da ambo le parti: 34,2 per cento quello degli uomini guidati dal c.t. Didier Deschamps, quasi il doppio (65,8 per cento) la percentuale a favore dei croati.
Ottima l’organizzazione del ventunesimo Mondiale e altrettanto lodevole la sicurezza, visto che le persone e i bagagli venivano controllati minuziosamente non solo negli aeroporti, ma anche nelle stazioni ferroviarie, nei luoghi turistici e nei centri commerciali. Ricordo infine che, alle partite, ogni spettatore in possesso del biglietto doveva avere anche il pass.

Gianni Truffa

info@lanuovaprovincia.it

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