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Lo sport astigiano piange la scomparsa del Prof. Carlo Mosso

Si è spento a 98 anni, figura iconica del nostro movimento

Addio Prof. Carlo Mosso

Si svolgeranno in Cattedrale nel primo pomeriggio di oggi, martedì, i funerali del prof. Carlo Mosso morto nella notte tra domenica e lunedì all’età di 98 anni. Nato a Grazzano Monferrato (poi Badoglio) nell’aprile del 1920, il giovane Carlo, fisico agile e robusto, si era diplomato nel 1942 insegnante di educazione fisica, cosa assai rara all’epoca, alla mitica “Farnesina” di Roma. Subito dopo però, in qualità di Tenente dei Bersaglieri, la guerra lo vide combattere in Croazia dove fu catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre ’43 e internato in un campo di concentramento. Un’esperienza durissima, quest’ultima che, avendo Carlo rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, si concluse solo con il ritorno in Italia nel maggio del ’45. Ed è qui che comincia la sua esperienza di professore di educazione fisica che lo vide in primo piano non solo nell’opera di insegnamento, ma anche come straordinario istruttore di giovani talenti dell’atletica astigiana insieme agli altri tre protagonisti di quella irripetibile stagione: Luciano Fracchia, Renato Agnese e Angelo Vada. Lo fecero in una effervescente stagione in cui gli impianti sportivi erano pressoché inesistenti sia ad Asti, sia nella sua giovane provincia, e la gente sembrava avere tutt’altro per la testa che fare sport. Una sorta di missione che, tra l’altro, diede frutti insperati e per certi versi insuperati. Il prof. Mosso fu docente di Educazione Fisica prima all’Avviamento commerciale, quindi alla Scuola Media Gatti ed infine mitico professore all’Istituto Tecnico Ragionieri e Geometri “Giobert” dove concluse la carriera scolastica nel 1978. Dal 1975 al 1985 è stato sindaco di Grazzano Badoglio e, dal 1987 al 1995 presidente della sezione astigiana dei Bersaglieri in congedo. Decorato con medaglia d’oro come internato nei lager nazisti, ha anche scritto “Grazzano”, un libro di memorie, storie e storia, dedicato al suo paese natale. Lascia il figlio Ezio, la nuora Maria Piumatti e l’amatissimo nipote Jacopo a cui la redazione de “La Nuova Provincia” invia il più sentito segno di cordoglio e di partecipazione al lutto (P.M.).

 

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