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Attualità

Mal’Aria Legambiente: Asti ostaggio dello smog da 10 anni

Nella “top 6” dal 2010 per sforamenti dei limiti giornalieri

Rapporto sulla qualità dell’aria che respiriamo

E’ uscito il rapporto di Legambiente sulla qualità dell’aria e per Asti, che si trova all’imbocco della Pianura Padana, non arrivano buone notizie su quello che si respira in città.
La Pianura Padana, anche nel report Mal’Aria 2020 si conferma la “regione” più inquinata d’Europa con una concentrazione di superamenti dei limiti giornalieri di tutte le componenti più pericolose dello smog.
Le prime 25 posizioni della classifica italiana sui superamenti dei limiti giornalieri tratta dai rilevamenti delle centraline Arpa, sono detenute da città posizionate nel bacino padano. Solo al 26.mo posto si trova Frosinone.
E non abbiamo neppure iniziato bene quest’anno, visto che nelle prime tre settimane di gennaio, la vicina città di Torino ha già registrato 18 giorni di superamento dei limiti.

La situazione astigiana

E Asti?
Città sempre nelle zone alte delle classifiche per presenza di ozono e polveri sottili, guadagna addirittura la “top 6” sulla lunga distanza. Ovvero, negli ultimi 10 anni sono stati registrati 836 giorni di superamento dei limiti giornalieri di Pm10. Non c’è stato anno, dal 2010 al 2019, in cui Asti sia rimasta sotto i 35 giorni annuali tollerati.
Che la posizione geografica sia fortemente determinante è data dal fatto che questa classifica è guidata da Torino, con 1086 giorni e appena peggio di Asti c’è anche Alessandria.

Lo smog uccide

Un inquinamento – scrivono da Legambiente di Piemonte e Valle d’Aosta – che minaccia la salute dei cittadini e l’ambiente circostante e che trova nel trasporto stradale una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane senza dimenticare le altre sorgenti come il riscaldamento domestico, l’industria e l’agricoltura.
L’inquinamento atmosferico è, oggi, la più grande minaccia ambientale per la salute umana. Si calcola che ogni anno, solo in Italia, siano oltre 60 mila le morti premature dovute all’aria che si respira stimando anche costi sanitari che oscillano fra i 47 ai 142 miliardi di euro l’anno. Per questo la Commissione europea ha messo in atto molte procedure di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto dei limiti comunitari in tema di qualità dell’aria.

Poco utili i blocchi del traffico

Mentre per le soluzioni ci sono ancora molti dibattiti in corso, su una cosa sono tutti d’accordo: le sporadiche misure anti-smog come il blocco del traffico sono solo interventi palliativi con effetti non duraturi.
Serve, propone Legambiente, un piano di grande impatto sulla mobilità urbana che deve essere sempre più pubblica e condivisa a zero emissioni oltre ad un ripensamento del riscaldamento domestico e della produzione di elettricità.

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